Il sindaco Astolfi: «Faremo ricorso al Consiglio di Stato»

ATRI. Non sono bastati cortei, appelli cittadini, raccolte firme, a scongiurare la chiusura del reparto oramai inattivo già dallo scorso primo novembre.Il sindaco di Atri Gabriele Astolfi i ha...
ATRI. Non sono bastati cortei, appelli cittadini, raccolte firme, a scongiurare la chiusura del reparto oramai inattivo già dallo scorso primo novembre.Il sindaco di Atri Gabriele Astolfi i ha subito dichiarato a caldo: «non ci arrendiamo faremo sicuramente ricorso al Consiglio di Stato. Non comprendiamo la decisone anche alla luce degli ultimi decessi di partorienti in Italia causati spesso dalla mancanza di sicurezza nei reparti nascita. E’ proprio quella che abbiamo sempre lamentato dopo la chiusura del punto nascita atriano».
Abruzzo Civico di Atri in una nota a firma di Paolo Basilico, attacca il governatore: «Grazie di nuovo, presidente D’Alfonso, per questo regalo che hai voluto lasciare a tutti i cittadini di Atri e l’intero territorio. Ti ricorderemo sempre per questo grave atto. Purtroppo constatiamo che la politica non ha voluto trovare le giuste soluzioni per continuare a far funzionare un reparto diventato punto riferimento per l’intero territorio. La nostra battaglia continua ricorreremo al Consiglio di Stato, pur essendo consapevoli che i tempi si allungheranno». Il comitato “Il San Liberatore non si tocca” scrive su Facebook: «quello del Tar era un passaggio che si doveva fare sul quale però riponevamo poche speranze perché crediamo che solo la politica possa veramente riaprire il nostro punto nascita». E conclude: «La vera speranza è riposta nel parere del comitato percorso nascita nazionale che, se come ci auguriamo attesterà la sicurezza del nostro reparto, metterà in seria difficoltà questa giunta regionale che con prepotenza ed arroganza ha chiuso un reparto ignorando i veri numeri che ne confermano la sicurezza e la professionalità». (d.f.)
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