Il sindaco chiede alla Team di evitare i licenziamenti

Nuovo scontro all’assemblea della municipalizzata: polemica sul doppio incarico di Ranalli e Bozzelli che sono anche amministratori della società Ecotedi
TERAMO. «Nessun licenziamento alla Teramo Ambiente». È l'input dato dal sindaco Maurizio Brucchi nel corso dell'assemblea dei soci della municipalizzata convocata per la discussione della doppia rappresentanza del presidente Pietro Bozzelli e dell'amministratore delegato Luca Ranalli sia in Team che in Ecotedi, ma anche sulle spese di consulenza e sulle strategie del nuovo piano industriale. Il sindaco ha invitato i soci a mettere in atto ogni strategia di salvaguardia dei posti di lavoro, caldeggiando misure di reinserimento per i 19 lavoratori a cui a giugno scadrà la mobilità.
Al tavolo del soci è approdato anche un diplomatico braccio di ferro tra parte pubblica e socio privato affrontato a colpi di pareri legali. Brucchi e il presidente del Mote Luciano Ruscitti, intendono mettersi al riparo dalla possibilità che sorgano conflitti di interesse legati alla doppia rappresentanza di Bozzelli e Ranalli, motivati da un parere legale secondo cui non si può essere amministratore delegato o presidente in due società che fanno da statuto la stessa attività. La custodia giudiziaria (il socio privato) ha replicato mettendo sul tavolo un altro parere in cui spiega che il rischio di conflitto di interessi reale non sussiste poiché Ecotedi è una società consortile di scopo e non può gestire altro che l'appalto sui rifiuti di Giulianova. Sarà poi il collegio dei revisori dei conti a esprimersi e fare le valutazioni conseguenti, ma il sindaco Brucchi insiste col suggerire che i due rappresentanti dovrebbero lasciare l’Ecotedi.
E nello scontro tra sindaco e socio privato è tornato ieri anche il problema delle spese per le consulenze. «Sono troppo alte», ha detto Brucchi, «e non si giustifica il ricorso ai consulenti con il fatto che il personale interno della Team non può sopperire. I dipendenti fanno formazione da tre anni e mi auguro che possano far fronte alle necessità dell'azienda senza il continuo ricorso ai consulenti». Intanto sul fronte della gara a doppio oggetto per il rinnovo dei servizi e la scelta del nuovo socio privato pende una spada di Damocle che potrebbe complicare il procedimento. Lo schema approvato potrebbe essere potenzialmente in conflitto con il nuovo decreto Madia sulla riforma delle partecipate, che oltre a prevedere tetti per gli stipendi dei manager prevede l'azzeramento dei Cda lasciando il controllo solo alla figura di un amministratore unico. Nello statuto dello schema di gara approvato, che introduce un forte controllo del socio pubblico sul privato, permane ancora la formula del Cda a tre membri. Bisognerà attendere i decreti attuativi della riforma per capire l'impatto che avrà sulla Team.
Marianna De Troia
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