Il sindaco di Atri: «A rischio la sede Inps»

Mancano i requisiti per tenerla aperta, il Comune invia all’istituto previdenziale un piano per salvarla
ATRI. «L’agenzia dell’Inps di Atri è a rischio chiusura». A lanciare l’allarme è il sindaco Piergiorgio Ferretti che illustra le iniziative concordate con gli amministratori dei dieci comuni interessati, per scongiurare questo pericolo.
«L’Inps», spiega il primo cittadino, «con una circolare del 21 settembre 2018, ha decretato che le agenzie presenti sul territorio verranno chiuse qualora non soddisfino almeno due di tre requisiti individuati. Il primo è che la popolazione del bacino d’utenza superi i 60mila abitanti, il secondo è che il personale assegnato sia superiore alle 10 unità e il terzo che il tasso di ipercopertura sia inferiore al 60%, ovvero che nel caso di chiusura di un’agenzia, la distanza per raggiungere la più vicina sia inferiore ai 30 minuti. Questo è l’unico requisito che sinora soddisfiamo», prosegue Ferretti, «visto che il tempo sarebbe di gran lunga superiore, in particolare per i comuni della Val Fino, ma abbiamo ragionato con i referenti per cercare di soddisfare anche gli altri due requisiti: ampliare il bacino d’utenza e avere ulteriori unità lavorative su Atri».
Il sindaco dunque oggi incontrerà il direttore regionale dell’istituto previdenziale per esporre il piano. Atri con i comuni del comprensorio, Silvi, Pineto, Castiglione M.R., Castilenti, Bisenti, Montefino, Cellino Attanasio, Cermignano e Arsita, arriva a 53mila abitanti, settemila in meno di quanto richiesto. Per questo il Comune proporrà il passaggio di Notaresco dal bacino di Giulianova a quello di Atri, cosa che ha trovato il parere favorevole del sindaco Diego Di Bonaventura, arrivando alla soglia minima di 60mila. Quanto al personale, che deve essere superiore a dieci unità, ad Atri ce ne sono nove e si sta ragionando sullo spostamento di due nuovi addetti. «La sede Inps atriana», precisa Ferretti, «non comporta alcun costo di locazione per l’ente dato che il Comune da sempre ha concesso a titolo gratuito l’utilizzo di quegli spazi». Il primo cittadino chiarisce che «appena abbiamo ricevuto la circolare (tre giorni fa ndr), con i sindaci dei comuni interessati abbiamo immediatamente ragionato sulle contromisure da mettere in atto e ieri (mercoledì ndr) ho avuto un colloquio con il direttore e il presidente del comitato provinciale dell’Inps ai quali ho avanzato le nostre proposte». I due referenti hanno accolto le istanze che però andranno sottoposte ai vertici regionali e nazionali dell’istituto. Ferretti non esclude anche un consiglio straordinario allargato ai dieci comuni interessati.

