Il sindaco dopo il caso di molestie «Riduciamo i migranti a Roseto»

14 Luglio 2016

Il comandante dei carabinieri ha assicurato al primo cittadino maggiori controlli del territorio La ragazza è stata visitata dai medici dopo una notte passata in preda agli incubi

ROSETO. Ha trascorso la notte in preda agli incubi la 18enne che ieri mattina è sfuggita a un presunto tentativo di violenza da parte di uno dei migranti ospiti del residence Felicioni di Roseto. Tanto che a un certo punto i familiari hanno deciso di portarla all’ospedale per farla visitare da specialisti. L’episodio è avvenuto ieri mattina nel parcheggio pubblico seminascosto, perché situato alle spalle della struttura ricettiva, dove la ragazza era andata per prendere delle attrezzature che si trovavano sul furgone della ditta per cui lavora. Secondo il suo racconto un giovane di colore le si sarebbe avvicinato chiedendole qualcosa, ma alla mancata risposta della ragazza lui l’avrebbe spintonata prendendola per un braccio, spingendola verso il muro di cinta. A quel punto la giovane ha riferito di essersi sentita in trappola, ma per fortuna è riuscita a divincolarsi e fuggire via quando il ragazzo di colore si è voltato perché richiamato dalle grida e dai fischi degli altri ospiti affacciati ai balconi del residence.

Questa la versione fornita ieri mattina dalla ragazza ai carabinieri di Roseto dove si è recata immediatamente dopo i fatti, quindi ancora sconvolta, accompagnata da alcuni familiari e dalle due titolari della ditta per cui lavora. I militari hanno raccolto anche alcuni importanti dettagli utili per le indagini, come il colore degli indumenti indossati dal presunto aggressore. La ragazza ha vissuto attimi di terrore che le hanno provocato un evidente stato di choc: «Non riusciva a smettere di piangere e tremare», hanno riferito a caldo le titolari della società. Resta comunque un altro dubbio, forse più grave del primo, e cioè: cosa sarebbe successo se la giovane non fosse riuscita a scappare? Nessuno, in questa fase, può essere certo delle intenzioni del giovane profugo, pertanto dovranno essere le indagini dei carabinieri a stabilire la realtà dei fatti. Il capitano Domenico Calore, comandante della compagnia dei carabinieri di Giulianova da cui dipende la stazione di Roseto, ieri mattina si è recato in municipio per incontrarsi con il sindaco Sabatino Di Girolamo. «Purtroppo quando è venuto io non ero in sede», fa sapere Di Girolamo, «comunque ci siamo poi sentiti per telefono e nell’occasione il capitano ha cercato di rassicurarmi, garantendomi la massima attenzione da parte dei suoi uomini. Inoltre mi ha anticipato che avrebbe personalmente chiesto al prefetto di Teramo di bloccare gli invii di migranti a Roseto».

Richiesta che lo stesso Di Sabatino aveva già inviato martedì, immediatamente dopo aver ricevuto in Comune la ragazza insieme ai suoi familiari. «Oltre al blocco degli arrivi ho anche chiesto di alleggerire la struttura e una maggiore presenza delle forze dell’ordine», aggiunge il primo cittadino, «inoltre insieme al vicesindaco Simone Tacchetti, stiamo studiando una convenzione da stipulare con i gruppi di volontariato che operano già sul territorio, come la protezione civile e l’Associazione carabinieri, per mettere in atto delle misure di costante dissuasione».

Federico Centola

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