Il sindaco guarda alla Regione e promette: l’ospedale si farà
Giulianova, per Mastromauro il presidio di primo livello non sarà dimenticato «Il nostro progetto è valido e il nuovo consiglio regionale lo riprenderà»
GIULIANOVA. La proposta per l’ospedale di primo livello sulla costa, votata dal consiglio comunale svoltosi al Kursaal nel febbraio del 2017, alla presenza dell’allora vice presidente della giunta regionale Giovanni Lolli, rimane in piedi nonostante le dimissioni di D’Alfonso e l’imminente scioglimento del consiglio regionale. Ad affermarlo è il sindaco, in scadenza, Francesco Mastromauro che si dice sicuro che il nuovo consiglio regionale riprenderà la proposta nell’ottica di una migliore organizzazione della sanità pubblica teramana.
«Il progetto che noi abbiamo avanzato è più che mai di attualità», dice Mastromauro, «perché è frutto di una proposta di riorganizzazione della sanità nella provincia di Teramo che non ha un approccio municipalistico ma al contrario ha un carattere generale orientato quindi a ottimizzare e ridurre i quattro ospedali per acuti, che sono troppi, aggredire finalmente il problema della dispersione di risorse per la mobilità passiva che supera i 60 milioni di euro, affrontare e risolvere il problema dell’eccellenza, offrire una risposta adeguata per le acuzie visto che l’attuale parcellizzazione nei quattro ospedali non riesce a dare risposte adeguate e inoltre risolvere il problema dell’emergenza sulla costa e nell’entroterra». La proposta, votata da tutti i gruppi consiliari, prevede la creazione di due ospedali di primo livello, uno nel capoluogo e uno sulla costa, in cui vengono offerti tutti i servizi specialistici. Le strutture di Atri e Sant'Omero andrebbero riconvertite creando dei centri di eccellenza nel campo della riabilitazione e della lungodegenza. «Questo modello di riorganizzazione della sanità pubblica in provincia», dice Mastromauro, «garantirebbe una razionalizzazione delle risorse a favore di servizi migliori e di qualità. Se i pazienti sanno di poter ottenere cure di eccellenza non avranno più bisogno di richiedere servizi nelle vicine Marche o in altre regioni, e questo permetterebbe di azzerare la mobilità passiva che purtroppo pesa notevolmente sulla spesa sanitaria regionale». Mastromauro fa un auspicio per il futuro: «Noi abbiamo avanzato una proposta che interessa un’area vasta di oltre 120 mila abitanti e dopo il rinnovo del consiglio regionale dovrà essere la lungimiranza dei rappresentanti del territorio della provincia di Teramo a portare avanti il progetto».
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