Il sindaco: la Zes è inutile se non si riconverte l’autoporto

ROSETO. L’istituzione della Zes (zona economica speciale) è a buon punto, ma il discorso sulla riconversione dell’autoporto da zona agricola a zona produttiva è fermo. Una situazione che preoccupa...
ROSETO. L’istituzione della Zes (zona economica speciale) è a buon punto, ma il discorso sulla riconversione dell’autoporto da zona agricola a zona produttiva è fermo. Una situazione che preoccupa fortemente il sindaco Sabatino Di Girolamo. «I ritardi della Regione Abruzzo potrebbero vanificare gli effetti della Zes sull’autoporto di Roseto», spiega il sindaco, «non posso esimermi dal manifestare una pubblica protesta per i ritardi della Regione, dal momento che con l’insediamento della nuova giunta guidata dal presidente Marsilio, la questione della riconversione è rimasta ferma al palo».
Ci sono stati nel corso dell’anno due incontri tra il sindaco Di Girolamo, il suo collega di San Salvo, i tecnici e i rappresentanti della Regione per sollecitare una definizione della partita ai fini della riconversione delle aree che ospitano gli autoporti di Roseto e San Salvo. «La giunta regionale precedente aveva definito tutto», precisa Di Girolamo, «ma secondo l’attuale i termini non erano idonei e siamo tornati al punto di partenza». Di contro la Zes è ormai al rush finale visto che giovedì è stato registrato alla Corte dei conti il decreto che la istituisce. La zona economica speciale garantisce per sette anni, prorogabili, incentivi in forma di credito d’imposta per le aziende già presenti nell’area beneficiaria o interessate a insediarsi: agevolazioni del 20 per cento per le piccole imprese, del 15 per le medie e del 10 per le grandi, oltre ad agevolazioni sugli investimenti relativi all’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature. «È evidente che se la partita sull’autoporto rimane aperta», conclude Di Girolamo, «Roseto non potrebbe beneficiare in alcun modo dei vantaggi della Zes nella quale, appunto, l’autoporto è inserito».( l.v.)

