Il sindaco: Pannella, politico lungimirante

TERAMO. A tre anni dalla scomparsa di Marco Pannella il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, ieri, ha voluto rendergli omaggio ricordandone l’impegno civile e le numerose battaglie. «Certo di...
TERAMO. A tre anni dalla scomparsa di Marco Pannella il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, ieri, ha voluto rendergli omaggio ricordandone l’impegno civile e le numerose battaglie. «Certo di interpretare i sensi condivisi della comunità teramana, torno a metterne in luce lo straordinario esempio di passione civile e lungimiranza politica», ha sottolineato D’Alberto, «eredità preziose delle quali tutti, a cominciare da chi ha responsabilità pubbliche, deve continuare a fare tesoro. La determinazione con cui condusse le sue battaglie, l’ostinazione con cui inseguì e conseguì i suoi obiettivi, le modalità innovative introdotte nell’agire e finanche nella comunicazione politica, sono state esemplari e ne hanno fatto una figura che si iscrive a pieno titolo nella storia del nostro Paese».
D’Alberto ne ha poi ricordato l’esperienza in consiglio comunale a Teramo, negli anni ’90, quando regalò alla sua città «i tratti appassionati, l’alta sensibilità civile, la vitalità coniugata con un anticonformismo coraggioso e dirompente». Per il sindaco quell’esperienza fu ricca di insegnamenti validi ancora oggi. «Fu quella una delle stagioni politiche più avvincenti della nostra storia amministrativa, cui guardiamo con emozione», ha continuato il primo cittadino, «E proprio da quella vicenda noi troviamo ancora oggi le modalità e non di rado le ispirazioni ideali e politiche che guidano il nostro impegno».
Nel 2015 l’Università conferì la a Marco Pannella la laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione e pochi giorni prima della sua morte il Comune gli attribuì l’onorificenza di cittadino onorario. Tra le motivazioni «l’esempio di disinteressata e lungimirante passione civile» e l’affetto sempre dimostrato per la sua città. «Da radicale nelle idee e nelle azioni, Marco fu radicale anche nel suo amore per Teramo», ha concluso D’Alberto, «mai dimenticata, anzi spesso rivendicata per ciò che tali origini avevano in lui di indelebile e formativo. Non pochi dei suoi elementi distintivi e delle qualità politiche e caratteriali, hanno trovato fondamento nelle radici cui egli è stato sempre saldamente ancorato. E forse non a caso tornava con frequenza nella sua città, dove ritrovava una affettività sincera e un abbraccio incondizionato».

