Il sindaco: «Sull’ospedale unità di intenti e chiarezza»

29 Giugno 2021

D’Alberto torna a sollecitare il presidente della Provincia: «Ci ha garantito un tavolo di confronto su “Mazzini” e servizi al di là delle posizioni politiche»

TERAMO. Il tema della sanità teramana continua a tenere banco. Il destino del Mazzini, il nuovo ospedale, la qualità dell’offerta e il timore dell’impoverimento dei servizi: sono questi il cuore di un dibattito politico, istituzionale e sociale che oggi approda in consiglio regionale con una interrogazione del consigliere Dino Pepe, e che a Teramo continua a vedere il martellamento del sindaco Gianguido D’Alberto ancora in attesa di un cenno del presidente della Provincia Diego Di Bonaventura.
Il consigliere Pepe (Pd) interverrà all’Emiciclo chiedendo conto dei fondi presenti in cassa e delle reali intenzioni che la Regione ha relativamente al territorio teramano: «Dalla bozza del piano di riordino della rete ospedaliera dell’assessore Nicoletta Verì si evince un declassamento dell’ospedale di Teramo: su questo chi governa la Regione deve darci chiarimenti. Così come devono essere chiariti gli aspetti sul nuovo ospedale, se sarà realizzato, dove, quando e con quali risorse; ma aspettiamo risposte anche sul destino del Mazzini: cosa se ne vuol fare? E ancora: quale offerta sanitaria si vuole garantire al territorio?», dice Pepe al Centro, sottolineando come l’interrogazione odierna sia figlia di forti preoccupazioni e incertezze sul futuro della sanità. Le stesse che spingono il sindaco D'Alberto a chiedere di nuovo al presidente Di Bonaventura di intervenire dando seguito alle garanzie fornite nei giorni scorsi sulla volontà di riunire un tavolo istituzionale che vada al di là delle posizioni politiche.
Il sindaco giovedì scorso è tornato a sollecitare il presidente affinché convocasse il comitato ristretto dei sindaci e l’assemblea dei sindaci. Ad oggi non c’è stato riscontro: «Su questi temi non si può procedere divisi: occorre muoversi insieme, senza ulteriori indugi, perché qui c’è in campo una questione delicata e centrale. Parliamo della salute e del futuro di un territorio», spiega D’Alberto che ribadisce come il tema centrale sia la salvaguardia della qualità e quantità dell’offerta sanitaria. Accanto a ciò c’è «l’assoluta necessità di tutelare il Mazzini: che sia esso l’ospedale del futuro o meno, è fondamentale che non venga impoverito né lasciato come un contenitore vuoto. Questo non lo permetteremo. Nessuno pensi di lasciare il Mazzini senza prospettive», aggiunge D’Alberto che torna a lanciare il suo appello alle istituzioni locali affinché si proceda con compattezza e unità di intenti. «Serve una voce unica, comune, che sia espressione di un intero territorio e non di parti di esso o di espressioni politiche», conclude il sindaco. «Bisogna cominciare a fare una politica sanitaria vera e non una politica sulla sanità».
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