Il suono delle sirene per l’addio ad Alex

10 Luglio 2020

Alba Adriatica, le ambulanze e i vertici della Croce Rossa ai funerali del giovane volontario che si è schiantato in moto

ALBA ADRIATICA. Non poteva bastare la chiesa di Sant’Eufemia a contenere la folla per l’ultimo saluto ad Alex Cicalè, il giovane di Alba Adriatica che mercoledì ha perso la vita in un tragico schianto con la moto da poco acquistata. A ottobre avrebbe compiuto 32 anni, tanti i progetti. Don Stefano i funerali li ha celebrati in piazza IV Novembre, colma di persone. Tra loro, la marea di divise della grande famiglia della Croce Rossa, giunte da tutta la regione. Sotto il municipio era parcheggiata l’ambulanza, che poi lo ha omaggiato con il suono della sirena. In un angolo, gli amici di una vita, tra cui quelli che, per uno scherzo del destino, erano a bordo proprio della stessa ambulanza inviata dal 118 a soccorrerlo, tentando l’impossibile. La stessa ambulanza che Alex aveva guidato innumerevoli volte in emergenza e non solo.
Davanti a tutti, la famiglia, con i genitori inconsolabili. Commercianti di moto e biciclette molto noti in città. A pochi metri da loro, il presidente del comitato locale della Croce Rossa di Giulianova, Adriano Voogt, che, con la voce rotta dalla commozione, ha tentato di ribadire quanto già espresso tramite gli organi di comunicazione ufficiali: «Chi come me è in Cri da tanti anni, ti ha visto dapprima come giovane volontario, ispettore dei giovani di Alba Adriatica poi come consigliere nel nuovo consiglio di Comitato, carica che ti avevo convinto di riprendere dopo la prima esperienza. In te ho sempre riconosciuto una grande capacità organizzativa, di analisi e di leadership. Alla Croce Rossa Italiana hai saputo dare tanto e tanto, questa è una certezza, avresti dato». Per il suo impegno, anche nelle attività di sensibilizzazione, educazione e comunicazione dei giovani, ma anche di formazione all’interno dell’associazione, era conosciuto anche fuori regione. «Alex sarà sempre nei nostri cuori», ha scritto il presidente nazionale della Croce Rossa, Francesco Rocca. Il sorriso, la disponibilità, la dedizione, sono stati ricordati al microfono anche da altri volontari. Tra questi lo zio, nell’associazione anche lui, così come il padre. Ma tra la folla, al suo funerale, c’erano anche le divise delle altre realtà locali di volontariato, che sono state a stretto contatto con lui in mille occasioni. C’erano i colleghi della ditta di Corropoli per cui lavorava. I conoscenti, i parenti, chi ha condiviso qualcosa con lui. C’erano delegazioni di altre istituzioni e altri comuni, da quello di Giulianova a quello di Tortoreto. Nella folla il sindaco Antonietta Casciotti, che poche ore prima aveva diffuso un messaggio di cordoglio a nome di tutta la cittadinanza di Alba Adriatica: «Grazie, caro Alex, per il tuo costante e generoso impegno al servizio della collettività. La bellezza di una testimonianza che non muore». Dietro di lei l’intera comunità cittadina, raccolta in una piazza lontana dai rumori del turismo, per uno dei momenti più dolorosi della sua storia recente.
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