Il traumatico caso del calcioscommesse «Finii in galera senza sapere che esisteva»

10 Aprile 2016

Per qualcuno il nome di Luciano Zecchini è legato soprattutto al clamoroso scandalo del calcioscommesse, che nel 1980 portò in carcere 13 giocatori di serie A tra cui lui. Zecchini, all’epoca al...

Per qualcuno il nome di Luciano Zecchini è legato soprattutto al clamoroso scandalo del calcioscommesse, che nel 1980 portò in carcere 13 giocatori di serie A tra cui lui. Zecchini, all’epoca al Perugia, venne poi squalificato per tre anni dalla giustizia sportiva mentre dal processo ordinario uscì assolto perché i fatti all’epoca non costituivano reato. Oggi di quella traumatica esperienza dice: «Non ho mai avuto timore di parlarne, ho talmente la coscienza a posto... Non avevo mai pensato di scommettere o giocarmi qualcosa sulle partite, non sapevo neanche che il totonero esistesse. Mauro Della Martira, il giocatore del Perugia che fece il mio nome, non ne aveva mai parlato con i compagni. Lui coinvolse altri giocatori, tra cui Paolo Rossi, per alleviare la sua posizione. Qualcuno lo consigliò così: “più ne siete, meno vi puniranno”. E invece quando mi sono trovato dentro quella storia non avevo più scampo, non avevo armi, la mia parola non bastava. In quel momento la giustizia sportiva voleva troncare e sopire tutto, quindi il blocco dei primi giocatori indagati doveva essere sacrificato. Ho rischiato di essere condannato anche a livello penale, c’era un assegno preso da Della Martira che diceva di aver diviso i soldi con noialtri...». (d.v.)