Il tribunale ordina di rimuovere i cannoni sparaneve

5 Settembre 2024

Prati di Tivo, sono parcheggiati in un luogo ritenuto a rischio. Il custode giudiziale Finori dovrà portarli in una sede sicura

PIETRACAMELA. Il gestore e custode giudiziale degli impianti di Prati di Tivo Marco Finori dovrà procedere entro venti giorni, e provvisoriamente a proprie spese, alla rimozione e al trasferimento degli otto cannoni sparaneve in disuso, da tempo parcheggiati in un terreno in prossimità della seggiovia quadriposto, collocandoli in un luogo sicuro e protetto. A stabilirlo è il giudice del tribunale di Teramo Lorenza Pedullà (che si sta già occupando della controversia legale sulla vendita degli impianti tra Gran Sasso Teramano e Finori) con un’ordinanza che fa seguito a una comunicazione della stazione dei carabinieri di Pietracamela. Un’ordinanza che attribuisce tale onere a Finori perché «la materiale disposizione dei beni in sequestro, tra i quali anche gli otto cannoni sparaneve, fa capo alla società Marco Finori srl già nominato custode con ordinanza cautelare del 24 marzo 2023» e per «la tutela della pubblica e privata incolumità evidenziata nelle ordinanze sindacali». Finori dovrà comunicare al tribunale, entro il medesimo termine di venti giorni, «l’indirizzo preciso del luogo di custodia» che deve essere «sicuro, protetto e idoneo». All’ordinanza si è arrivati dopo il tentativo, lo scorso 9 agosto, del Comune di Pietracamela di spostare i cannoni, tramite una ditta incaricata, in un magazzino situato a Bellante, che ha incontrato le resistenze di un rappresentante della Finori srl. Ne è scaturito l’intervento dei carabinieri, che hanno rimesso un rapporto al tribunale di Teramo.
Il Comune di Pietracamela era arrivato alla rimozione dopo che nel febbraio scorso la presenza dei cannoni sul terreno aveva portato i carabinieri forestali a depositare in Comune una relazione dove veniva evidenziato il rischio di pericolosità per la pubblica incolumità, confermata dall’ufficio tecnico e dalla polizia locale. Motivazione che aveva portato il sindaco Antonio Villani a emanare due ordinanze di rimozione indirizzate la prima a Finori e alla Gran Sasso Teramano e la seconda aggiungendo anche l’Asbuc di Pietracamela, senza ottenere però alcun risultato. (a.d.f.)