Il vescovo Seccia convoca l’assemblea della diocesi

TERAMO. “Verso un nuovo umanesimo con fede, carità e speranza”. È questo il tema dell’assemblea diocesana che si terrà da domani a domenica. Nel centro di spirtualità del santuario di San Gabriele il...
TERAMO. “Verso un nuovo umanesimo con fede, carità e speranza”. È questo il tema dell’assemblea diocesana che si terrà da domani a domenica. Nel centro di spirtualità del santuario di San Gabriele il vescovo Michele Seccia riunirà sacerdoti e laici che fanno parte degli organismi di partecipazione e degli uffici pastorali in vista del V congresso della Chiesa italiana in programma a Firenze dal 9 al 13 novembre. L’assemblea sarà l’occasione per «riflettere ed esprimere il proprio contributo o parere»,si legge in una nota dellacuria, «sul cammino della diocesi per la programmazione e la verifica e quanto altro è ritenuto necessario ed opportuno per la testimonianza della vita cristiana nella e della comunità ecclesiale». Il tema scelto s’inserisce in un percorso assembleare nato come esigenza di condivisione e di verifica del progetto pastorale. A seguire questo itinerario diocesano sono i membri del consiglio presbiterale, del consiglio pastorale, della consulta delle associazioni laicali e degli uffici. Saranno loro, poi, a riportare all'interno delle diverse comunità di provenienza quanto emerso dal dibattito per concretizzarlo nell’attività quotidiana. Il percorso di quest’anno, dunque, trae spunto dalla traccia preparatoria del convegno di Firenze, ma guarda anche al sinodo dei vescovi che si occuperà di un tema delicato e attuale come “la vocazione e la missione della famiglia nel nostro tempo”. Un ulteriore punto di riferimento per l'assemblea diocesana sarà il giubileo straordinario, indetto da Papa Francesco e dedicato alla misericordia, che si aprirà in dicembre. L’incontro fornirà, dunque, spunti e riflessioni per la stesura del nuovo progetto pastorale della diocesi finalizzato alla «costruzione di un nuovo umanesimo fondato sulla narrazione della fede e sulla lettura del presente, nella speranza certa per abitare la Chiesa uscendo e ripartendo dagli ultimi». (g.d.m.)
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