Il virus porta via Patriarca faro culturale di Montorio

Aveva 87 anni: ex direttore delle Poste, era poeta e studioso del dialetto locale In paese lo chiamavano “il maestro”, aveva guidato anche la corale Beretra
MONTORIO. Più di settant’anni di vita li ha dedicati allo studio del dialetto montoriese, che definiva “una lingua”, donando alla sua Montorio una conoscenza che spaziava dalla letteratura alla musica, dalla storia all’arte. Per tutti è sempre stato “il maestro”, o come lo chiamavano affettuosamente “Gnore mà”.
Il poeta della montoriesità Manlio Patriarca è morto a 87 anni stroncato dal Covid per cui era ricoverato all’ospedale di Teramo. Una comunità intera è in lutto per la scomparsa di un uomo di cultura, un linguista, uno studioso, uno scrittore, un poeta, un musicista che era stato direttore della Corale “Beretra” e un professionista serio e onesto nel suo lavoro di direttore delle Poste che aveva svolto prima della pensione.
Un montoriese che sin da ragazzo si era appassionato all’idioma locale. «Un mondo immenso e meraviglioso che, oltre a sedurmi, avrebbe occupato abbondantemente il mio futuro tempo libero», ha scritto nei suoi libri “Llu bbèlle Mendurje nustre”, “Biografia di una lingua” e il “Dizionario del Montoriese”: un’opera che raccoglie in un volume 20.280 lemmi, 314 voci tecniche, 1.671 idiomatismi e i proverbi popolari. Patriarca amava condividere la cultura con gli altri, era stimato e amato da tutti, un amico leale e un marito e padre amorevole per la moglie Maria e i figli Rocco e Tullio. «Con Manlio se ne va un pezzo di storia di Montorio che ci ha accompagnati nella nostra crescita culturale. Ha lasciato una grande eredità da proteggere e far crescere», è il messaggio che gli hanno rivolto i suoi concittadini. «Mi stringo con tutta l'amministrazione al dolore dei suoi cari», è il saluto rivolto dal sindaco Fabio Altitonante.
I funerali i svolgeranno oggi alle 15 nella chiesa di San Rocco.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

