Immobile Orsini 63, rubata caldaia e nuovo caso di affitto abusivo

Continuano i problemi nel condominio rimasto coinvolto nel fallimento dell’azienda Di Gennaro Il curatore Rossi chiede al Tar un commissario per gli sgomberi e prova a vendere gli alloggi sanati
GIULIANOVA. Ennesimo fatto di cronaca all’interno del condominio Orsini 63, a suo tempo realizzato dall’azienda Di Gennaro Costruzioni srl poi dichiarata fallita dal tribunale di Teramo nel luglio dello scorso anno. Questa volta – dopo il silicone nelle serrature, la manomissione dei citofoni ed altri atti vandalici di cui sarebbe stato vittima anche l’ex custode – è stato registrato il furto di una caldaia posta all’esterno di una delle unità immobiliari.
Nicola Rossi, curatore fallimentare della procedura, ha provveduto a denunciare l’accaduto alla locale stazione dei carabinieri. Sembrerebbe che l’azione criminosa non sia stata un semplice furto ma un’azione mirata indirizzata a danno del conduttore dell’appartamento, noto personaggio di quel residence. A margine della denuncia del furto lo stesso curatore Rossi ha segnalato, sulla scorta di informazioni acquisite, che un altro alloggio sarebbe stato affittato da persona senza titolo ad un dipendente di un’importante istituzione della provincia di Teramo. Al riguardo sarebbero in corso indagini da parte degli uomini dell’Arma, che già conoscono bene i vari problemi esistenti all’interno del complesso immobiliare.
Intanto il curatore stesso sta portando avanti la pratica relativa all’acquisizione dell’agibilità dell’intero fabbricato, che potrebbe essere conclusa, sul fronte amministrativo, entro il prossimo mese di settembre. Rossi spera che a breve il Tar per l’Abruzzo nomini un commissario ad acta in sostituzione del Comune di Giulianova per lo sgombero coattivo delle unità immobiliari occupate abusivamente. Intanto si registra l’ulteriore differimento al 6 settembre dello sgombero di una mezza dozzina di appartamenti. Il curatore ha invitato il dirigente dell’ufficio preposto ed il presidente del tribunale di Teramo ad attivarsi affinchè le procedure di sfratto non vengano ulteriormente diluite nel tempo, anche in considerazione dell’inesistenza del requisito di agibilità che graverebbe sul complesso residenziale.
In più la speranza del curatore sarebbe riposta nella vendita di tre appartamenti, formalmente sanati in termini di precedenti abusi edilizi, per i quali ci sono stati molti concreti interessamenti da parte di potenziali acquirenti. Per le stesse porzioni immobiliari le pratiche sono seguite dall’avvocato Pietro Referza. Le alienazioni potrebbero consentire al curatore di pervenire ad un primo progetto di riparto, in modo che l’istituto di credito interessato possa soddisfare, anche se parzialmente, il proprio avere ad un anno dalla dichiarazione di fallimento della Di Gennaro Costruzioni srl.
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