Immobiliare, il mercato cresce poco nonostante i prezzi più bassi d’Italia

Incidono le case lesionate dal sisma e le poche costruzioni nuove Vola invece la costa grazie agli acquisti di chi è in smartworking
TERAMO. In città il mercato del mattone cresce rispetto al 2020, ma molto meno che negli altri capoluoghi abruzzesi e infinitamente meno che nel resto della provincia. E questo accade nonostante Teramo sia il capoluogo italiano che registra, dall’anno scorso a quest’anno, la più elevata diminuzione dei prezzi degli immobili. I due dati – contrastanti, ma spiegabili almeno in parte con la particolare situazione della città – si evincono da altrettanti studi, il primo diffuso dal gruppo Tecnocasa e basato su dati dell’Agenzia delle entrate e il secondo dell’istituto indipendente “Scenari immobiliari”.
I numeri di Tecnocasa sono eloquenti: nei primi sei mesi del 2021 le compravendite immobiliari a Teramo sono aumentate di 17 unità rispetto allo stesso periodo del 2020, in percentuale l’8,5%. Sarebbe un buon dato in condizioni normali, ma non se si considerano i tre mesi di lockdown della primavera 2020. Infatti, nel resto d’Abruzzo le percentuali di crescita vanno dal 39,3% dell’Aquila capoluogo all’88,5% della provincia teramana. Ancor più impressionante la classifica della variazione dei prezzi di “Scenari immobiliari”, riferita al settembre 2021 comparato con il settembre dell’anno scorso: in quattro capoluoghi (Firenze, Milano, Napoli e Bologna) i prezzi salgono tra lo 0,8 e lo 0,2%, a Roma sono invariati e nel resto d’Italia scendono, ma quasi ovunque con percentuali basse (la media nazionale è -1,6%): solo in quattro città scendono di almeno il 3 per cento e Teramo, con il -3,3, è la più bassa in assoluto dietro Foggia, Taranto e Potenza.
Gianluca Rapagna, titolare a Teramo di “Percorso casa”, la vede così: «Le vendite sono numerose, c’è un bel movimento grazie a prezzi bassi, mutui a tassi favorevoli e incentivi statali. Ci sono però un paio di peculiarità teramane che frenano questa crescita: una è la presenza di un certo numero di immobili lesionati dal sisma e in attesa di ristrutturazione, l’altra è il fatto che ci sono poche case nuove: i costruttori si sono buttati quasi tutti sul superbonus, fanno lavori per milioni senza tutti gli oneri che comporta aprire un cantiere ex novo. Inoltre un tot di immobili prima in vendita è stato ritirato dal mercato dai proprietari, che puntano sul superbonus confidando in un aumento del valore, ma questo è un fenomeno nazionale».
E il dato boom della provincia? «Sulla costa teramana», spiega Rapagna, «c’è un movimento enorme legato allo smartworking: in tanti anche da altre regioni, o abruzzesi di ritorno, potendo lavorare a casa scelgono di vivere al mare».
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