Impennata dei ricoveri: 14 in più in un solo giorno

Arriva la terza ondata, la Asl prepara ulteriori misure per blindare gli ospedali
TERAMO. Non è stato tanto il focolaio esploso poco più di una settimana fa al Mazzini a spingere la Asl di Teramo a “blindare” gli ospedali, sospendendo ricoveri e operazioni non urgenti, quanto la nuova impennata di ricoveri per Covid, che appare l’annuncio della temuta terza ondata di cui sabato ha parlato chiaramente il direttore generale Maurizio Di Giosia. Ieri la voce statistica dei ricoveri, forse la più importante quando si guardano i numeri della pandemia, ha registrato un inquietante +14: da 142 si è saliti a 156. Se allarghiamo il campo agli ultimi tre giorni della settimana, l’aumento dei ricoveri Covid è stato di 27 (giovedì 25 erano 129). Se andiamo indietro di un mese, nell’ultima settimana di gennaio a Teramo si era scesi intorno ai 90. È vero che dall’inizio di febbraio gli ospedali teramani ospitano anche una quota di 15-20 pazienti provenienti da Pescara e Chieti, ma è evidente che la situazione sta peggiorando. Per questo la Asl ha preso il provvedimento di sospensione «fino a nuova comunicazione» (così si legge nel documento, e non per sette giorni) di ricoveri e interventi chirurgici, datato 27 febbraio e firmato dal direttore sanitario Maurizio Brucchi. Un provvedimento al quale, già da domani, quando è stata di nuovo convocata l’Unità di crisi, ne seguiranno altri con l’obiettivo di liberare il più possibile gli ospedali e favorire l’eventuale afflusso di pazienti Covid. «Dobbiamo adottare una contro-riconversione dei presìdi», spiega Brucchi, «l’aumento dei ricoveri negli ultimi giorni è preoccupante e si tratta in gran parte di 50-60enni».
ALTRI DUE MORTI. Ieri anche nel Teramano si è allungato il triste elenco di persone decedute per Covid: non ce l’hanno fatta Concettina Flamminj di Teramo, 87 anni, e Antonio Di Giovannantonio di Torricella Sicura, 81 anni, entrambi ricoverati a Teramo.
IL FRONTE SCUOLA. In diversi comuni teramani si registrano nuovi contagi, e conseguenti chiusure, anche nelle scuole sottratte all’ordinanza regionale firmata sabato dal presidente Marsilio e riguardante primarie e medie. L’andamento dei contagi ha spinto il sindaco di Martinsicuro Massimo Vagnoni ad adottare ulteriori misure restrittive a tutela della salute dei cittadini e, in particolare, dei minori frequentanti le scuole d’infanzia. Il sindaco ieri ha firmato l’ordinanza che dispone la sospensione delle attività didattiche in presenza della scuola d’infanzia statale via Moro nel centro di Martinsicuro e della scuola d’infanzia statale di via Franchi a Villa Rosa. In via precauzionale è stato sospeso anche il servizio mensa nella scuola d’infanzia comunale paritaria di via Strabone a Villa Rosa, con svolgimento delle attività didattiche dalle 8,15 alle 13,15. «Siamo consapevoli», fa sapere il sindaco, «dell’importanza del servizio per la comunità e speriamo di poter provvedere al più presto a riattivare il normale servizio educativo». Il report dei contagi, da venerdì a ieri, dà 20 nuovi casi nella cittadina truentina: 66 le persone attualmente positive. Problemi per gli alunni più piccoli anche a Teramo: la scuola dell’infanzia Mauro Laeng di Villa Mosca, che fa parte dell’istituto comprensivo D’Alessandro-Risorgimento, è stata chiusa dal sindaco D’Alberto dopo la scoperta di un caso positivo tra i bambini. La decisione di sospendere l’attività nell’intero plesso è stata motivata dal fatto che c’è una mensa unica per tutte le classi, con alto rischio di contagio ulteriore e l’impossibilità di creare una “bolla”. L’amministrazione comunale deciderà la data della riapertura appena si conoscerà il calendario dei tamponi. A Teramo erano già stati chiusi il nido Pinocchio e la scuola materna De Albentiis di via del Baluardo.
LE VACCINAZIONI. Ieri nella sala ipogea di Teramo la Asl prevedeva di effettuare 600 vaccinazioni al personale scolastico e dell’università, ma alla fine della giornata – le ultime dosi sono state inoculate dopo le 20 – ne ha effettuate 1.024 perché tra docenti e altre figure del mondo della scuola si sono presentate 424 persone più del previsto. Inevitabili lunghe file e rischio assembramenti, inevitabili le polemiche corse sui social. «C’è stato un corto circuito nell’arruolamento», spiega il direttore sanitario Maurizio Brucchi, «non dipendente, ci tengo a sottolinearlo, dalla Asl. Premesso che non doveva succedere, guardiamo il bicchiere mezzo pieno: avevamo vaccini a sufficienza e abbiamo coperto una parte più ampia del popolo della scuola, che in questo momento è considerato una priorità» Oggi e domani a Teramo capoluogo si completa la vaccinazione degli ultra 80enni.
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