Impennata di vaccinazioni: sono quasi 3mila al giorno

2 Dicembre 2021

L’hub del Parco della scienza viaggia verso le 2mila dosi ma servono rinforzi

TERAMO. Impennata di vaccinazioni all'hub di Teramo. Negli ultimissimi giorni è stato ampiamente superato il tetto delle mille dosi quotidiane, col picco di lunedì quando sono state 1.785 le persone che hanno ricevuto l'anti Covid. Numeri che crescono velocemente, spinti anche dalle novità introdotte dal Governo legate all'obbligo vaccinale per talune categorie e al Green pass rafforzato che sarà necessario per spostarsi e frequentare luoghi pubblici. All'hub del Parco della scienza i ritmi di lavoro, per il personale sanitario e per i volontari, sono serrati. Una macchina organizzativa rodata che ora punta alle duemila dosi al giorno. Servono però rinforzi all’organico e un adeguamento dei parcheggi.
I NUMERI. È il dottor Dimitrios Kaliakoudas, responsabile dell'hub, a tratteggiare, dati alla mano, il quadro della situazione: «1.785 dosi nella giornata di lunedì nell'hub di Teramo e 1.564 martedì, quando sono state complessivamente 2.799 nell'intero territorio della Asl». A questi numeri si aggiungono anche i vaccini antinfluenzali che ogni giorno oscillano dalle 100 alle 150 dosi: «Noi lo proponiamo e c'è chi lo fa insieme all'antiCovid», aggiunge Kaliakoudas. Da ieri via libera alla terza dose per i maggiori di 18 anni e la campagna sta coinvolgendo anche quanti fino a questo momento hanno mostrato resistenza. In questi ultimi giorni sono state diverse le prime dosi: circa il 9% dei vaccini quotidiani. Un dato importante che per Kaliakoudas è frutto della spinta della nuova normativa legata al Green pass e «della preoccupazione per le nuove varianti», associate a una maggiore «consapevolezza acquisita grazie ad una campagna di informazione sanitaria che evidentemente sta riuscendo a convincere anche chi era scettico». L'accelerata che si vuole dare alle vaccinazioni si evince anche dalle direttive del commissario Francesco Figliuolo, che ha inviato una circolare alle regioni fissando l'obiettivo di 4,6 milioni di dosi da somministrare entro il 12 dicembre. La Asl di Teramo per fare la sua parte terrà aperto l'hub anche nei giorni di festa: domenica 5, mercoledì 8 e domenica 12 dicembre. Un tour de force che non spaventa la squadra del dottor Kaliakoudas: «Servirebbe più personale, certo, ma non temiamo gli obiettivi ambiziosi; gli spazi che abbiamo qui sono inferiori rispetto a quelli di Colleparco, ma ci siamo adattati e posso solo fare i complimenti ai collaboratori e a tutto il personale per i grandi numeri che raggiungiamo».
POCHI PARCHEGGI. Il parcheggio è il grande problema del Parco della scienza. Una questione che ha spinto il consigliere comunale Ivan Verzilli a chiedere alla Asl di valutare una nuova location, parlando di scelta “sciagurata” da parte del Comune di mettere a disposizione una struttura dove si trovano già uffici comunali e dove si riunisce il consiglio comunale.
I CITTADINI. Chi arriva all'hub, dopo aver parcheggiato, si mette in fila: i percorsi sono diversi per chi si è prenotato e chi no. L'attesa, in giornate intense come le ultime, si aggira sui venti minuti. Le file sono composte e gestite dai volontari della Croce rossa e dagli alpini. A prevalere sono sentimenti di responsabilità. «Per me quella di oggi è la terza dose: sono convinto che sia l'unica strada per tornare alla normalità. Qui c'è grande professionalità, il problema sono i parcheggi e la differenza con l'hub dell'università è evidente sotto questo punto di vista», ci dice Patrizio Visentin mentre attende in fila il suo turno. Sono moltissime le persone che arrivano dall'entroterra, come Osvaldo Francia: «Arrivo da Castelli, per me oggi è la terza dose: non mi sono prenotato, ma attendo senza problemi il mio turno. Qui ho trovato una buona organizzazione e gentilezza. Bisogna vaccinarsi: io l'ho fatto sin da subito». A notare l'approccio sereno delle persone è lo stesso dottor Kaliakoudas: «Non ci sono quasi più timori. Rispetto all'avvio della campagna vaccinale oggi si fanno meno domande e le richieste di esenzione ormai sono rarissime».
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