Impianti chiusi, Di Natale: «Serve tavolo istituzionale»

PIETRACAMELA. Un tavolo istituzionale per arrivare in tempi strettissimi a una decisione sulla riapertura della cabinovia della Madonnina a Prati di Tivo, nel rispetto delle migliaia di persone che...
PIETRACAMELA. Un tavolo istituzionale per arrivare in tempi strettissimi a una decisione sulla riapertura della cabinovia della Madonnina a Prati di Tivo, nel rispetto delle migliaia di persone che sono in attesa di poter rivivere il Gran Sasso. È questa la richiesta di Gabriele Di Natale, il liquidatore della Gran Sasso Teramano (Gst), la società pubblico - privata proprietaria degli impianti dei Prati e di Prato Selva e concessionaria della cabinovia di proprietà della Provincia, che interviene sulla non riapertura estiva dell’impianto per la mancanza della concessione all’uso dei terreni da parte dell’Asbuc di Pietracamela per la morosità della Gst. Una non riapertura che ha portato al crollo del turismo e ha scatenato le proteste degli operatori e dei cittadini, tanto da promuovere due petizioni da 1.500 firme. E una soluzione temporanea nei giorni scorsi sembrava poterci essere con una concessione bimestrale all’uso dei terreni nel frattempo che venga perfezionato l’atto del notaio dell’acquisto del lotto degli impianti da parte di Marco Finori, attuale gestore e aggiudicatario definitivo della vendita deliberata nell’ultima assemblea dei soci della Gst. Ma tutto sembra essersi arenato.
«La posizione assunta dall'Asbuc dopo l'aggiudicazione definitiva a Finori continua a essere ambigua e sconcertante a nocumento dell'interesse pubblico e di quello privato dei proprietari dei terreni che rappresenta», scrive Di Natale, «Grazie alla collaborazione dei soci di maggioranza della Gst e con l'ausilio di autorevoli esperti professionisti, che ringraziamo, la fase di liquidazione sta per concludersi a seguito dell'aggiudicazione definitiva con la vendita a un milione e 650mila euro di un lotto di beni che fino a qualche mese fa si voleva affidare gratuitamente. L'operazione compiuta consente di ristorare interamente tutti i creditori e tutti i soci, compresa l’ Asbuc, raddoppiando il capitale investito».
Di Natale chiarisce, poi, l’incontro che c’è stato lo scorso 9 luglio tra la lui, Finori, il presidente Asbuc Paride Tudisco e il legale Asbuc per discutere della concessione bimestrale che garantisse l’apertura della cabinovia almeno per agosto e settembre. «Ci siamo resi disponibili nei confronti dell'Asbuc di ottenere come Gst la “concessione ponte” in attesa di perfezionare la procedura di vendita dei beni: gli atti, tanti e complessi proprio per assicurare tutte le garanzie, non si fanno in pochi giorni. L’Asbuc cambiando di nuovo idea sostiene ora che la concessione deve essere rilasciata alla ditta Finori che però è aggiudicatario e non ancora proprietario. Finori ha, così, inviato la richiesta, ma a oggi nessun segnale positivo sembra essere arrivato. E la stagione estiva sta pian piano andando verso la sua naturale scadenza».
Adele Di Feliciantonio
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