Impianti di Prati di Tivo Deserta anche la terza gara

23 Luglio 2020

Nessuna offerta per l’acquisto delle sciovie, a settembre ci sarà l’ultimo bando Sempre più incerte le sorti della stazione turistica della montagna teramana 

TERAMO. Deserta anche la terza gara la vendita degli impianti di risalita di Prati di Tivo: la situazione per la stazione turistica è sempre più preoccupante. Nessuno, quindi, è interessato all’acquisto, in un unico lotto, degli impianti dei Prati di Tivo e di Prato Selva – a esclusione della cabinovia della Madonnina di proprietà della Provincia – messi in vendita dalla Gran Sasso Teramano, la società pubblico-privata in liquidazione proprietaria delle attrezzature. Il terzo bando da 2.468.407 euro che scadeva ieri è andato deserto; ce ne sarà ancora uno, l’ultimo, a settembre, con la riduzione ulteriore del prezzo complessivo a 1.851.305 euro, la metà della cifra iniziale di 3.658.916 euro.
Si complica, così, sempre di più la situazione per la società che deve vendere gli impianti per coprire i debiti per un importo di 1 milione 250mila euro, pena il fallimento, soprattutto dopo la notizia dell’avvio da parte della Regione del procedimento – comunicato alla Provincia e ai soci della Gran Sasso Teramano – per la sospensione dell'autorizzazione al pubblico esercizio degli impianti. Una decisione assunta in seguito al mancato pagamento dei canoni che spettano all'amministrazione separata dei beni di uso civico (Asbuc) di Pietracamela, socia della Gran Sasso Teramano, per l’utilizzo terreni su cui sorgono gli impianti e dell'intenzione dell’Asbuc, dopo aver annunciato un’azione legale per recuperare il credito di 174mila euro, di risolvere il contratto per inadempimento. Una decisione che, se attuata, porterebbe alla chiusura degli impianti in piena stagione estiva e alla crisi economica irreversibile non solo dei Prati, ma di tutto il comprensorio.
L’incontro convocato stamattina dal presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, al quale partecipano la Regione, l’Asbuc, il Comune di Pietracamela e la Gran Sasso Teramano, di sicuro avrebbe avuto un corso diverso se ci fosse stata un'offerta per l'acquisto degli impianti, ma si cercherà comunque di trovare una soluzione per evitarne la chiusura. Questo in attesa del prossimo bando e della risposta della Cassa depositi e prestiti alla quale il liquidatore della società Gabriele Di Natale ha avanzato una proposta per la copertura dell’intero debito con un mutuo trentennale a partire dal 2015 per riportare la società in bonis.
Adele Di Feliciantonio
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