Impianti di risalita: i Persia comprano entro la fine del mese

15 Maggio 2022

Versata cauzione di 100mila euro, fissato al 26 il termine per l’atto dal notaio. La gestione verrà revocata a Finori

MONTORIO AL VOMANO. La ditta Persia di Tottea ha confermato la volontà di acquisto degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva e la Gran Sasso Teramano ha fissato entro e non oltre il 26 maggio il termine per la firma dell’atto dal notaio. L’annosa situazione di stallo del comprensorio montano potrebbe dunque finalmente avere una soluzione definitiva e sperata.
Ieri mattina l’assemblea dei soci della Gran Sasso Teramano (Gst), la società pubblico-privata in liquidazione proprietaria delle attrezzature, ha deliberato all’unanimità dei soci (assente solo la Camera di commercio), sulla base della conferma ufficiale della ditta Persia della volontà di voler acquistare gli impianti, corredata da un assegno circolare di 100mila euro a titolo di deposito cauzionale, che la firma dal notaio a sancire la vendita venga fissata entro e non oltre il prossimo 26 maggio. La ditta Persia era stata convocata come secondo proponente in graduatoria dal liquidatore della Gst Gabriele Di Natale, su incarico dei soci, dopo la revoca della vendita al gestore Marco Finori, che pur essendo aggiudicatario definitivo del bando di vendita del lotto delle attrezzature non si era presentato dal notaio per la firma del rogito lo scorso 22 aprile. Dopo uno scambio epistolare gli imprenditori di Tottea hanno confermato l’offerta di un milione e 523mila euro che avevano presentato qualche mese fa, inviando l'assegno di 100mila euro. La Gst provvederà ora a inviare i documenti e lo schema d'atto ed entro il 23 maggio i Persia si sono impegnati a presentare apposita garanzia fideiussoria.
«L’assemblea ha ritenuto di accettare la proposta della ditta fratelli Persia e ha stabilito un termine per la vendita considerato l’approssimarsi della stagione estiva», ha spiegato Di Natale, «l’importo è di un milione e 523mila euro: 100mila con assegno circolare già ricevuto come deposito cauzionale e i restanti un milione e 423mila con fideiussione bancaria o assicurativa. C’è ottimismo e speriamo che l’atto si concretizzi per dare una soluzione definitiva alla società». Ottimismo dimostrato anche dall’assessore regionale Pietro Quaresimale e dal delegato della Gst nel rapporto con gli enti locali Mauro Sacco. «Ci sono tutti gli elementi per arrivare all’epilogo di questa lunga vicenda», ha dichiarato Sacco al termine dell’assemblea. L’acquisto degli impianti dai Persia porterebbe alla revoca della gestione degli stessi a Finori, che entro 30 giorni dall’atto notarile avrebbe l’obbligo di riconsegnarli. La gestione verrebbe affidata alle stesse condizioni al nuovo proprietario, che potrebbe riavviare la cabinovia per la stagione estiva. Per facilitare l’operazione si è mossa anche l’Asbuc di Pietracamela, che è proprietaria dei terreni dove insistono gli impianti concessi temporaneamente (6 mesi + 6mesi ) fino al prossimo ottobre. L’8 maggio scorso era scaduto il termine per onorare il canone per la seconda tranche, ma è stato prorogato al 30 maggio. «Abbiamo deliberato di prorogare il termine dopo la data del rogito, così il nuovo acquirente può riprendere la concessione e aprire quest’estate», ha detto il presidente dell’Asbuc Paride Tudisco, «le condizioni pattuite in assemblea garantiscono l’acquirente e noi soci».
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