Impianti sportivi, caccia ai finanziamenti

Per il campo di Piano della Lenta c’è un progetto da 900mila euro, uno studio per quello di Miano
TERAMO. Un progetto da 900mila euro per il campo sportivo di Piano della Lenta ed uno studio tecnico-amministrativo per quello di Miano. Sono queste le due priorità che l'assessorato allo Sport ha in agenda sul fronte degli impianti dopo i lavori portati a termine a San Nicolò e i bandi che in questi mesi hanno permesso di affidare diverse strutture comunali alle società sportive del territorio. Le condizioni nel quale versa il campo di Piano della Lenta sono critiche: erba alta, rettangolo di gioco impraticabile, spogliatoi inutilizzabili. Ed uno stato di abbandono generale che va sanato.
«Conosciamo bene la situazione e la volontà di intervenire c’è. Per noi è una priorità: abbiamo un progetto pronto col quale cercare fondi dopo che lo scorso anno non abbiamo ottenuto il finanziamento dal bando Sport e periferie. Su questo aspetto stiamo lavorando per comprendere le ragioni dell’esclusione. Ma intanto cerchiamo soluzioni alternative», spiega l’assessore Sara Falini. Il progetto prevede la realizzazione di un manto in sintetico, il rifacimento degli spogliatoi e del sistema fognario e interventi sul campetto adiacente.
I canali di finanziamento potrebbero essere diversi: mutuo col Credito sportivo, impiego di fondi dell’ente o partecipazione a bandi ministeriali ad hoc che però al momento non ci sono. «Intervenire su Piano della Lenta è necessario e vogliamo farlo al più presto: si tratta di un impianto importante che va reso appetibile come è stato per il campo San Nicolò per il quale stiamo ricevendo diverse richieste di utilizzo da parte di società anche di fuori comune», spiega l’assessore. Il destino del campo, una volta riqualificato, sarà quello di essere dato in gestione tramite un bando. Come si sta per fare con San Nicolò e col palazzetto di Scapriano.
Situazione diversa per Miano. Qui la squadra locale non può giocare perché il campo non è a norma e va ampliato. La frazione e la società calcistica lo chiedono a gran voce, il Comune sta studiando modi e tempi. «Le criticità sono diverse: dalla fragilità idrogeologica dell’area ai terreni limitrofi che sono della Curia. Ma questo non significa che restiamo immobili: vogliamo risolvere anche questa la situazione», conclude Falini. (v.m.)
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