Impianti sportivi, esposto a procura e Corte dei conti

19 Dicembre 2014

TERAMO. La gestione degli impianti sportivi finirà in procura e alla Corte dei conti. Ad annunciare l'invio di esposti finalizzati a far emergere errori e incongruenze nelle procedure adottate dall'a...

TERAMO. La gestione degli impianti sportivi finirà in procura e alla Corte dei conti. Ad annunciare l'invio di esposti finalizzati a far emergere errori e incongruenze nelle procedure adottate dall'amministrazione per l'affidamento a privati di palazzetti e palestre è il Movimento 5 Stelle. Secondo il capogruppo in Comune Fabio Berardini esistono «varie zone d'ombra» in particolare nel rapporto tra l'ente e la società "Linea Informatica srl" che da fine estate ha assunto la gestione di cinque impianti tra cui il palasport di Scapriano.

«Il Comune si è privato d'incassi per oltre 60mila euro annui, scegliendo di continuare a sopportare il costo delle utenze per più di 500mila euro», afferma il consigliere, «avendo in cambio solo un canone annuale di 2.440 euro». Berardini chiede chiarezza sulle ragioni che inducono l'amministrazione a privarsi degli incassi per iniziative organizzate negli impianti sportivi, che vanno in tasca al gestore, e a farsi carico comunque delle spese per le bollette di acqua, luce e gas. Le accuse da parte del capogruppo grillino investono anche la gestione pregressa per la quale, le società in passato affidatarie, avrebbero accumalato debiti per circa 200mila euro relativi a canoni non versati al Comune. Gli stessi assegnatari degli impianti, sempre a detta del rappresentante del Movimento 5 stelle, non sarebbero mai stati sottoposti a controlli da parte dell'ente per le opere di manutenzione delle strutture di cui avrebbero dovuto farsi carico.

Questo atteggiamento, dunque, avrebbe determinato un «enorme degrado» di palazzetti e palestre. Da chiarire ci sarebbero, inoltre, i passaggi dell'operazione che tra dicembre 2013 e luglio 2014, quindi a cavallo della campagna elettorale, hanno indotto la giunta ad emettere ma non attuare concretamente il bando per la riassegnazione degli impianti. L'amministrazione in pratica, stando a quanto riferito da Berardini, avrebbe preferito procrastinare la gestione non regolamentata o comunque a maglie molto larghe degli impianti da parte delle società già affidatarie, piuttosto che applicare i criteri più stringenti.

Tanto che il bando non ha mai trovato applicazione fino a quando è subentrata la "Linea Informatica srl" che, ormai a distanza di quasi sei mesi, gestisce gli impianti con un affidamento provvisorio non ancora tradotto nella firma della convenzione. (g.d.m.)

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