Impianti sportivi, mancano 210mila euro

Tanto devono al Comune cinque società morose, il grosso è del Teramo basket. I 5 Stelle attaccano
TERAMO. Il Movimento 5 stelle di Teramo, dopo aver ricostruito i passaggi amministrativi che hanno portato l’amministrazione comunale a dare in gestione a un privato alcuni impianti sportivi e dopo l’invio degli atti in procura, sposta il mirino sulle società sportive. Il consigliere comunale Fabio Berardini parla di un debito che ammonta a 210mila euro ripartito tra cinque società.
Nel dettaglio fornito da Berardini il peso più consistente è a carico del fallito Teramo basket, che deve al Comune una somma di 167mila euro per l'utilizzo degli impianti sportivi comunali per le stagioni 2010/2011 e 2011/2012, che furono anche gli ultimi anni di attività della società cestistica. Debiti per 12.720 euro ha maturato la società sportiva dilettantistica Fortitudo Basket sempre per l'utilizzo degli impianti sportivi riferito alla stagione 2010/2011 e per somme residue del 2009. Per quel che riguarda la pallamano, mentre la società Lions Handball Teramo ha praticamente estinto il suo debito, c’è invece l’Hc 2002 femminile che è debitrice del Comune per la complessiva somma di 12mila euro, anche qui per l'utilizzo degli impianti sportivi comunali per le stagioni 2010/2011 e 2011/2012. Infine c’è la Teknoelettronica Teramo Handball che deve al Comune 11mila e 600 euro per l’ultima stagione 2012/2013 e alcuni residui delle due stagioni precedenti. Concludendo con la pallavolo c’è la società dilettantistica San Nicolò Volley che deve al Comune 5.523 euro per l’utilizzo degli impianti sportivi comunali per le stagioni 2010/2011 e 2011/2012.
Il consigliere pentastellato contesta all’amministrazione negligenze e mancati solleciti all’ufficio sport del Comune che, sostiene, non ha mai chiesto delle caparre alle società per garantire all’ente il pagamento dei canoni di utilizzo come avviene in tutti i Comuni italiani. Berardini sollecita dunque l’avvocatura dell’ente a muovere le azioni legali necessarie al recupero dei crediti e paventa il rischio di escamotage per eludere i debiti, come quello di costituire nuove società per evitare azioni di recupero. «Con 210mila euro», scrive Berardini, «potremmo attivare dei progetti per i lavoratori teramani disoccupati oppure fornire servizi alla cittadinanza. Vigileremo affinché l’avvocatura agisca e interesseremo anche in questo caso la Corte dei Conti».

