Imr, nuovo allarme dai sindacati «L’azienda taglia la produzione»

Le organizzazioni di categoria chiedono la convocazione del tavolo istituzionale sui piani del gruppo: «Anticipato il calo dell’attività previsto per l’inizio dell’anno prossimo, la politica deve intervenire»
TERAMO . I sindacati tornano ad accendere i riflettori sulla vertenza che riguarda l’Imr-Industriale Sud, fabbrica che si occupa di stampaggio e montaggio di prodotti in plastica nel settore automobilistico. Da mesi Cgil, Cisl e Uil seguono la situazione aziendale alla luce di processi di delocalizzazione di linee di produzione dal sito teramano a quelli di Jesi e Rieti e di incertezze sui progetti futuri legati al territorio provinciale.
Ieri mattina, in una conferenza stampa, i sindacati hanno ribadito le preoccupazioni relative al piano industriale e al destino dei lavoratori (sono circa 500 quelli occupati nella fabbrica teramana, dei quali 130 interinali), chiedendo un incontro alla Imr-Industriale Sud e la riattivazione del tavolo istituzionale in Regione. «Rispetto a un monitoraggio costante che dovevamo fare riguardo alla situazione aziendale, quest’ultima non dà seguito alle nostre richieste di incontro», ha spiegato Giampiero Dozzi, segretario della Filctem Cgil, «però, d’altra parte, l’azienda ha comunicato alle Rsu che ci sarà un calo produttivo gestito con le ferie con l’attivazione di settimana corta da comunicare di volta in volta. Di questa scelta tuttavia non sappiamo nulla di preciso: né fino a quando durerà, né quale sarà la linea di tenuta rispetto a questo rallentamento. Tutto ciò si inserisce in uno scenario complessivo che ci preoccupa, fatto di spostamenti di lavorazioni e di termine di alcuni progetti. Per questo è essenziale riattivare il tavolo istituzionale e fare chiarezza su ciò che accadrà di qui ai prossimi mesi. Siamo in attesa di una convocazione da parte della Regione: in quella sede chiederemo di sapere quale sia l'intera strategia del gruppo Imr e dalla Regione ci aspettiamo che attivi un incontro col ministero del Made in Italy».
La flessione della produzione, con cassa integrazione già attivata per alcuni impiegati nei mesi scorsi, lo stop nelle giornate del venerdì per l’assenza di commesse importanti e la riduzione oraria dei turni di lavoro, era attesa per l’inizio del 2025 ma «c’è stato un anticipo già in questi mesi del 2024: ora vorremmo sapere come si arriverà al 2026, momento in cui dovrebbe esserci la commessa Mercedes. Aspettiamo chiarimenti ed anche risposte dalla politica, che siano però concrete», ha aggiunto Enrico Angelini, segretario dell’Ugl.
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