In 500 danno l’ultimo saluto a Monica

6 Giugno 2024

Folla al santuario per il funerale della 56enne travolta da un’auto. Il frate nell’omelia: «Era una madre eccezionale»

GIULIANOVA. Circa 500 persone hanno partecipato, ieri mattina nel santuario della Madonna dello Splendore a Giulianova Paese, al funerale di Monica Tassoni, la 56enne dipendente della Regione Abruzzo investita mentre era in bicicletta da un Suv all’altezza del sottopasso di via D’Annunzio. Tanti amici e conoscenti si sono stretti intorno al marito Orazio Pedicone, noto a Giulianova per essere stato un giocatore di basket a ottimi livelli e tuttora nella nazionale di basket over 60, ai figli Leonardo e Tommaso, ai genitori Meridiano e Loriana, al fratello Lucio e alla sorella Federica. Folta la presenza di allenatori e uomini del mondo della pallacanestro. «Monica», ha detto il frate celebrante nell’omelia, «era una madre eccezionale e una donna forte. Forza Orazio, Tommaso e Leonardo. Non siete soli». L’autopsia ha decretato che Monica ha avuto un trauma cranico in seguito alla caduta dalla bicicletta, e le telecamere di videosorveglianza della zona hanno confermato che la donna è stata investita da un Suv guidato da un romano di circa 50 anni, ora indagato per omicidio stradale.
Dopo la laurea in economia e commercio, e alcune esperienze come consulente amministrativa a Tortoreto e Alba Adriatica in studi privati, dal 2002 Monica Tassoni lavorava alla Regione nella sede di Pescara. Ha ricoperto diversi ruoli, prima come responsabile dell’ufficio pianificazione strategica e valutazione d’impatto occupazionale delle politiche, poi come responsabile dell’ufficio affari generali e contabilità, e di recente era responsabile dell’ufficio del piano di potenziamento dei centri per l’impiego. Pochi mesi fa aveva conseguito anche una seconda laurea.( l.v.)