In arrivo 23 licenziamenti alla Lavaal, operai preoccupati

3 Ottobre 2019

MOSCIANO. Sanno che la loro sorte è segnata, a meno di un miracolo. Sono i 23 dipendenti (su 40) della Lavaal International di Mosciano a cui sono appena arrivate le lettere si preavviso del...

MOSCIANO. Sanno che la loro sorte è segnata, a meno di un miracolo. Sono i 23 dipendenti (su 40) della Lavaal International di Mosciano a cui sono appena arrivate le lettere si preavviso del licenziamento. A loro la cassa integrazione straordinaria scade il 26 novembre e, appunto a meno di un miracolo, saranno licenziati e andranno in Naspi. Loro sono più o meno rassegnati, ma d’altro canto sono preoccupati riguardo ai pagamenti.
«La preoccupazione è che accada come già in passato, nel fallimento del 2012, quando ci fu un problema con il versamento dei fondi pensione. Allora s è insinuò l'Inps e li abbiamo ripresi dopo 4 anni», raccontano alcuni operai in odore di licenziamento, «adesso pare che l’azienda presenti richiesta di concordato in bianco a fine ottobre. E ci dicono che ci sarà un piano di rientro per il versamento dei fondi pensione, anche per favorire l’approvazione del concordato. Ma a questo punto noi temiamo anche che il nostro Tfr (trattamento di fine rapporto, ndr) rientri all'interno del concordato e che passino anni prima di percepirlo. Non si tratta di cifre trascurabili, soprattutto per chi è candidato ad essere disoccupato, vista la situazione economica in provincia di Teramo. Si tratta in media di 10-12mila euro a testa».
Il segretario della Fim Cisl, Marco Boccanera, sottolinea che, rispetto alle previsioni, si sono riusciti a salvare cinque posti di lavoro. Ma osserva anche che «l'azienda si deve impegnare a saldare tutto quanto dovuto a chi esce. Quindi sostanzialmente ad applicare l'accordo firmato in precedenza. Il nodo è capire se si può saldare anche in fase di concordato». A giorni si terrà un incontro con l'azienda per capire la situazione e poi un’assemblea con i lavoratori. La Lavaal e un’azienda che produce accessori per serramenti. Venne dichiarata fallita nel 2012 e poi rilevata da una nuova società, con un socio tunisino e uno spagnolo. (a.f.)
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