In ateneo 1.500 matricole: «Il Covid non ci ferma»

17 Dicembre 2021

Mastrocola traccia bilancio e prospettive: seimila studenti, i numeri tengono «Conti in buona salute, portiamo avanti i piani per ex manicomio e agrobioserv»

TERAMO . La conferenza stampa di fine anno del rettore dell’Università di Teramo Dino Mastrocola si è aperta con un video proiettato nella sala delle lauree del polo didattico Silvio Spaventa. A scorrere sui maxi schermi, dodici mesi di immagini ed emozioni di un 2021 che resterà nella storia dell’ateneo anche e soprattutto per il fondamentale ruolo svolto nell’emergenza pandemica.
Per cinque mesi il campus di Coste Sant’Agostino si è trasformato in hub vaccinale, accogliendo migliaia di persone. L’UniTe ha messo da parte per un po’ la sua funzione di luogo di formazione, cultura e aggregazione per porsi in prima linea nella lotta al Covid, con numeri eccezionali ricordati ieri dal rettore: in cinque mesi l’hub ha somministrato 124mila dosi di vaccino, con punte di oltre tremila al giorno.
«Se con il lavoro svolto nel nostro campus abbiamo contribuito a salvare anche una sola vita, possiamo dirci tutti orgogliosi degli sforzi messi in atto», ha detto Mastrocola. Sebbene lunga e determinante, quella dell’hub è stata pur sempre una parentesi per UniTe che, archiviata l’esperienza vaccinale, è tornata ad accogliere gli studenti: dal 4 ottobre le aule si sono popolate nuovamente e «per noi questa ripartenza è stata meravigliosa: ma attenzione, si tratta di una ripartenza giunta dopo un periodo nel quale comunque non ci siamo fermati. Nelle difficoltà dettate dalla pandemia abbiamo trovato la spinta per migliorarci: abbiamo attrezzato 62 aule alle video conferenze e alla didattica innovativa, consentendo un continuo contatto con gli studenti. L’UniTe non si è mai fermata», ha aggiunto il rettore ringraziando presidi, docenti, personale e studenti. Questi ultimi sono in tutto seimila, le matricole sono 1.500. Ma le iscrizioni si chiuderanno a febbraio, circostanza che spinge il rettore a parlare di tenuta dell’università teramana che viene fuori da un biennio difficile e che paga «la crisi generata dal Covid e dal costante calo della natalità: ma la conferma dell’andamento dello scorso anno, quando le immatricolazioni sono state 1.700 con la chiusura delle iscrizioni a giugno, ci può far parlare di buona tenuta. I numeri rappresentano uno stimolo per migliorarci, incrementando l’offerta, la ricerca, la connessione col territorio e col mondo», ha aggiunto Mastrocola ricordando come anche i bilanci di UniTe godano di buona salute grazie «alle radici piantate da chi mi ha preceduto». Riferimento chiaro al rettore emerito Luciano D'Amico, presente accanto ai presidi di facoltà, e in più di un passaggio ringraziato da Mastrocola.
In un 2021 complesso e «ricco di sfide», l’ateneo ha continuato a portare avanti i suoi «straordinari progetti quali il recupero dell’ex manicomio e dell'agrobioserv. Per entrambi siamo a buon punto e alla ricerca di ulteriori risorse anche tramite il Pnrr», ha aggiunto il rettore. Nel video di apertura, fra le centinaia di immagini magistralmente montante, anche tanti convegni ed eventi enogastronomici, scientifici, sportivi, sociali. Diversi i percorsi che UniTe ha intrapreso nel segno dell’inclusione e che guardano al mondo carcerario, ai rifugiati afgani (50 arriveranno a Teramo per studiare), alla parità di genere, alle persone con disabilità: «Come evoca la scultura di recente inaugurata, siamo una università che abbraccia le persone, il territorio, il mondo intero», ha concluso il rettore.
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