In aula le vittime delle estorsioni: «Minacciava di bruciare i negozi»

MARTINSICURO. È in carcere dall’anno scorso con l’accusa di rapina ed estorsione ai danni di quattro commercianti di Martinsicuro, due stranieri e due italiani. E ieri, nella prima udienza del...
MARTINSICURO. È in carcere dall’anno scorso con l’accusa di rapina ed estorsione ai danni di quattro commercianti di Martinsicuro, due stranieri e due italiani. E ieri, nella prima udienza del processo al tunisino Rogdi Ben Fattoum, in aula sono state sentite proprio le parti offese che hanno raccontato le minacce continue da parte dell’uomo.
«Entrava nel mio negozio di frutta», ha raccontato un cittadino pakistano, «e prendeva tutto quello che voleva senza pagare. Mi diceva che dovevo starmi zitto, che mi avrebbe ucciso, mi avrebbe tagliato la gola e bruciato il locale».U n altro negoziante, sempre un cittadino straniero, ha raccontato di essere stato più volte minacciato: «Mi diceva che avrebbe nascosto una busta di cocaina nella frutta e mi avrebbe fatto arrestare. Dormiva nel magazzino del locale e prendeva tutto quello che voleva. Diceva che mi dovevo stare zitto altrimenti mi avrebbe ucciso e bruciato il locale». Secondo l’accusa l’uomo faceva leva proprio sul timore che era capace di ingenerare nelle vittime molte delle quali non hanno denunciato subito proprio per paura di ritorsioni da parte dell’uomo.
L’anno scorso i carabinieri di Martinsicuro, operando in maniera attenta e meticolosa sul territorio, hanno messo fine all’attività criminale, riuscendo ad individuare i commercianti vittime dell’uomo, guadagnando la loro fiducia con le vittime che piano piano hanno raccontato quanto successo fino alla decisione di sporgere denuncia.
Nel corso delle indagini le dichiarazioni dei commercianti sono state decisive e hanno consentito agli inquirenti di ricostruire il modus operandi dell’uomo il quale otteneva da loro denaro o merce di vario minacciando esplicitamente di picchiarli o peggio di ucciderli tagliandogli la gola.
Nel corso delle indagini è stato anche accertato il tentativo di rapina di una bicicletta, sempre da parte del tunisino arrestato, ai danni di un ragazzo di Martinsicuro che ieri è stato sentito in aula come parte offesa. L’imputato, difeso dagli avvocati Francesca Bucci e Umberto Gramenzi, ieri in aula ha più volte cercato di prendere la parola e per questo ripreso dalla giudice Claudia Di Valerio davanti a cui si tiene il processo. Si torna in aula a luglio.(d.p.)
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