In bici fino a Medjugorje: «È stata dura»

22 Maggio 2019

ROSETO. «Quando siamo arrivati in Bosnia è stata dura, ma abbiamo vissuto una bellissima esperienza». Sono le parole di Luisito Di Battista, ciclista rosetano, tornato ieri a Roseto dopo un viaggio...

ROSETO. «Quando siamo arrivati in Bosnia è stata dura, ma abbiamo vissuto una bellissima esperienza». Sono le parole di Luisito Di Battista, ciclista rosetano, tornato ieri a Roseto dopo un viaggio in bici in sei tappe, insieme a Roberto Di Paolo, da Roseto al santuario di Medjugorje, sola andata, per un totale di circa 1.300 chilometri con un dislivello di 10mila metri, con condizioni meteo avverse per gran parte del viaggio. È stata l’ennesima esperienza per i due ciclisti rosetani che già negli anni passati raggiunsero sempre in bici la vetta del vulcano Etna nel 2016, poi l’Oktoberfest di Monaco di Baviera nel 2017, e infine il giro della Sardegna lo scorso anno. «Questo è stato il viaggio più duro», dice Di Paolo, «a noi non interessano i tempi ma solo andare in bici e ammirare le bellezze del territorio». Di Paolo e Di Battista ringraziano la madrina dell’iniziativa, Gabriella D’Eugenio, e lo sponsor, la Rodas di Pasquale Iachini. Il viaggio si è svolto in sei tappe, ovvero Roseto-Rimini di 234 chilometri, Rimini-San Donà di Piave di 247 chilometri, San Donà di Piave-Rijeka di 195 chilometri, Rijeka-Gracac di 192 chilometri, Gracac-Medjugorje Mostar di 242 chilometri, e altri 200 chilometri per andare a prendere il traghetto che li ha riportati a Roseto. «È stata un’esperienza molto faticosa dal punto di vista psicologico», precisa Di Battista, «perché spesso le strade del navigatore non corrispondevano a quelle presenti, e spesso abbiamo sbagliato strada, oppure siamo stati costretti a percorrere tratti di 12-13 chilometri con pendenze medie del 13 per cento». Ogni anno i due ciclisti fanno anche dei viaggi in Trentino per allenarsi. «Per il prossimo anno stiamo preparando un altro viaggio», conclude Di Battista.(l.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .