In centinaia dicono addio a Zaccagnini

Omaggio degli ultrà giallorossi con fumogeni e un grande striscione all’ex calciatore trovato morto in casa a 37 anni
GIULIANOVA. «Il tuo ricordo rimarrà impresso nel cuore di questa città. Buona trasferta, Zac». È stato questo, scritto su un enorme striscione e accompagnato dall’accensione di fumogeni gialli e rossi, l’ultimo saluto degli amici ultrà del Giulianova calcio, ieri durante il funerale nella chiesa di San Pietro Apostolo, a Claudio Zaccagnini, l’ex portiere giallorosso di 37 anni trovato morto due giorni fa nella sua casa in via Marconi, a Giulianova, dal padre Antonio. Già prima della funzione la piazza di fronte alla chiesa era gremita di tifosi, amici, parenti e dei giovanissimi calciatori dell’Asd “Piccoli Giallorossi”. Oltre 500 persone hanno voluto essere presenti all’ultimo saluto a un ragazzo dal cuore d’oro, che nel 2018, praticando un massaggio cardiaco, aveva salvato la vita a un bambino rimasto folgorato, a causa dei fili scoperti, sotto la statua di Vittorio Emanuele II in piazza della Libertà. Centinaia di persone si sono strette ai genitori Antonio e Loretana, alla sorella Moira, al figlio e alla ex compagna, Noemi. All’uscita dal funerale, il figlio di Zaccagnini è stato accolto da un abbraccio caloroso degli ultrà e questi ultimi si sono avvicinati alla bara, dove hanno poggiato decine di sciarpe accanto alla maglia del Giulianova calcio. «Di lui ricordiamo la generosità», hanno detto alcuni amici, «e il sorriso. Mancherà tanto, a noi e al mondo del calcio». Oltre ad aver giocato tanti anni come portiere in serie D e in Eccellenza in Abruzzo e fuori regione, e aver avuto anche due esperienze all’estero, Zaccagnini negli anni passati ha lavorato come operaio a Morro d’Oro nell’azienda Cordivari e a Mosciano da ’Amadori, e negli ultimi anni ha fatto il cameriere.
Luca Venanzi

