In centinaia per l’addio a Roberta Il figlio: «Onore averti per madre»

All’uscita della chiesa la bara salutata con la musica di Renato Zero e un lungo applauso Tra i presenti anche l’amica ferita dal furgone che ha travolto la 56enne sul lungomare
MARTINSICURO. In chiesa le parole del figlio a stringere il cuore delle centinaia di persone presenti.
Perché Simone usa parole che arrivano dritte al cuore per ricordare la mamma Roberta Fiano, la 56enne travolta e uccisa sul lungomare di Tortoreto dalla folle corsa del furgone dell’Alba basket condotto dal 39enne di Alba Roberto Ionni finito ai domiciliari dopo essere stato trovato ubriaco alla guida del mezzo.
«Con il tuo sguardo malinconico e con il tuo sorriso», le struggenti parole lette in chiesa dal figlio Simone a ricordare la mamma Roberta, «hai dato speranza e vita. In una vita di insensate sofferenze, tu eri la certezza. Non trovo un motivo, dopo una serata di sorrisi e speranze, perché qualcuno ha deciso di mettere fine alla tua vita. Mi hai insegnato ad amare e perdonare. Con la tua esistenza, per me, sei stata speranza e fuoco vitale. È stato un onore averti come madre. Ora potrai riabbracciare Cristian».
Con queste parole Simone ha salutato la madre e anche il fratello Cristian scomparso circa un anno fa.
Una folla commossa nel pomeriggio di ieri ha dato l’estremo saluto a Roberta Fiano durante i funerali che si sono svolti nella chiesa di San Gabriele dell’Addolorata di Villa Rosa, nel quartiere dove la donna viveva da alcuni anni e dove si sono ritrovati familiari, amici e parenti per l’addio alla 56enne che si era fatta amare e apprezzare nel corso della sua vita, pur lastricata da mille difficoltà. «Era sempre sorridente e gioviale», ricorda un’amica, «nonostante che la vita le avesse riservato tanta tristezza, tanti momenti difficili e non ultima la scomparsa del figlio Cristian avvenuta circa un anno fa. Ma lei era una donna forte, sempre pronta a dare una mano quando poteva. La vita non era stata facile per lei, ma la sua forza era stata superiore alle avversità».
Nel corso della funzione religiosa, officiata dal parroco don Alfonso Rosati, il sacerdote ha usato parole di conforto per amici e familiari per «lenire la sofferenza e per non perdere la speranza. La morte non rappresenta l’ultima parola sulla nostra vita».
Al termine della funzione, c’è stato il saluto commosso alla bara di Giuseppina Di Blasio, l’amica della vittima che la sera dell’incidente era con lei e che è stata travolta dal furgone sul lungomare di Tortoreto. Nel violento impatto la donna è rimasta ferita e ha visto la sua amica morire. Apparsa molto provata e su una sedia a rotelle, la donna non ha voluto mancare all’ultimo saluto alla sua cara amica.
Al termine della funzione ha salutato commossa la bara. «Roberta era una donna che non si dava mai per vinta», ha detto un’altra amica, «nonostante le avversità della vita non si abbatteva mai. Una donna speciale che non meritava di morire in questo modo. Aveva già sofferto abbastanza nella sua avita». Una tragedia per tutti»
L’uscita della bara dalla chiesa di San Gabriele dell’Addolorata è stata accompagnata da un commosso e lungo applauso da parte di tutti i presenti sulle note di una canzone di Renato Zero, una di quelle che Roberta amava cantare. «Zero era il suo cantante preferito», racconta ancora un’amica della donna, «le sue parole l’hanno sempre accompagnata nei momenti belli e in quelli brutti».
Terminato il rito religioso la salma è stata portata nel cimitero della frazione dove è stata tumulata.
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