In centinaia per l’addio ad Alcini

Roseto saluta lo storico presidente della squadra di basket dei tempi d’oro. L’omaggio degli “Sharks”
ROSETO. «Nonostante questo sia un triste giorno per la perdita di un fratello, la fede e la speranza che abbiamo condiviso custodirà i nostri cuori nell’attesa. Ciao Domé». Nelle parole di Daniele Cimorosi, amico di Domenico Alcini con il quale ha condiviso anche la dirigenza del Roseto basket più forte di sempre, è racchiuso il dolore manifestato da numerosi rosetani, ma anche da moltissimi amici giunti da fuori, che ieri mattina hanno voluto essere presenti al funerale del dirigente scomparso.
La parrocchia dell’Assunta non è riuscita a contenere le centinaia di persone giunte da ogni parte per stringersi alla famiglia Alcini, tanto che la maggior parte dei presenti è rimasta fuori per l’intera durata della funzione. Il corteo funebre era già molto numeroso quando è partito dalla casa, fino raggiungere la chiesa. Qui, sia sull’ampio sagrato che lungo la strada, c’era già una folla straripante ad attendere il feretro seguito dalla famiglia, compresa l’attuale squadra di basket. La moglie Marinella, per tutti a Roseto ‘Ninnella’, i figli Domenico Jr, Fabio e Martina a stento sono riusciti a passare tra la folla per raggiungere i primi banchi della chiesa. Ad assistere alla cerimonia, fra gli altri, Enio Pavone, il presidente del consiglio Nicola Di Marco, ma anche un’ex gloria del basket come Ivan Bisson. E tantissimi tifosi. Molti anche i messaggi di cordoglio giunti da ogni parte del mondo non appena la notizia della scomparsa si è diffusa sul web. Tra questi, quelli di due nomi noti della pallacanestro internazionale, e cioè: Neven Spahija, coach del Roseto targato Alcini, e Mahmoud Abdul Rauf, uno dei più grandi campioni che abbia mai calcato il parquet del Palamaggetti.
Federico Centola
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