In centinaia per ricordare Fracassa e la storia di Alba

Dopo la rottura tra il Comune e la Pro loco che ha organizzato la mostra di foto il sindaco non partecipa all’inaugurazione, ma c’è l’assessore Ventura
ALBA ADRIATICA. Un giorno senza polemiche e Alba Adriatica si ritrova unita davanti alla sua memoria storica e al ricordo di Lino Fracassa. C’erano centinaia di persone domenica pomeriggio alla presentazione della mostra “Gente e tracce di Alba”, allestita dalla Pro loco con 400 foto d’epoca che ritraggono la comunità di Tortoreto Stazione e poi quella di Alba a spasso per i decenni, raccolte grazie alle collezioni private e ai quasi 4mila utenti che hanno contributo alla causa tramite social network.
Mancava il sindaco Tonia Piccioni, giustificata da impegni personali ma, nonostante le aspre polemiche con la Pro loco ed un patrocinio arrivato all’ultimo momento, alla fine era presente gran parte della sua maggioranza, capitanata dall’assessore alla cultura Alessia Ventura. Un gesto questo, che ha permesso di calmare gli animi e dare maggiore lustro a un evento che ha visto partecipare ex sindaci ed amministratori della città, da Franchino Giovannelli a Francesco Truscelli, ma anche chi di Alba non è ma ha voluto comunque dare un contributo al ricordo dell’ex sindaco Lino Fracassa, a cui la mostra è stata dedicata. C’era infatti Umberto D’Annuntiis, sindaco di Corropoli, che ha raccontato come Fracassa parlasse già di città territorio della Val Vibrata decine di anni prima che questa divenisse realtà. C’era chi l’Unione dei Comuni vibratiani oggi la guida, il sindaco di Colonnella Leandro Pollastrelli, ma anche chi della Val Vibrata è rappresentante nella giunta regionale, l’assessore Dino Pepe che ha portato i saluti del governatore Luciano D’Alfonso. Ancora più carichi di commozione, gli interventi di Pierangelo Guidobaldi, assessore giuliese figlio del primo sindaco di Alba, e quello di Antonio Meco, vicesindaco con Fracassa, di cui ha divulgato la lettera di addio alla politica locale. In tanti, insomma, hanno contribuito a comporre il ritratto politico, ma anche intimo, di uno dei cittadini albensi più amati per la propria disponibilità e insieme più legati, nel bene e nel male, allo sviluppo esponenziale urbanistico, demografico ed economico di una città nata solo nel 1956.
Tutto intorno al tavolo dove si è tenuta la presentazione, i ricordi e le immagini di un’intera comunità e di chi ha portato il suo contributo nello sport come nelle attività economiche, nella cultura come nella politica. Alcune di quelle foto saranno offerte dalla Pro loco al Comune, alle associazioni albensi e alle scuole, così che potranno rimanere sempre a disposizione della cittadinanza. La mostra allestita sul lungomare nord, invece, chiuderà i propri battenti il 24 gennaio.
Luca Tomassoni
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