In consiglio il grido d’aiuto di Tercoop

I 28 lavoratori della cooperativa chiedono una soluzione per poter partecipare alla gara d’appalto sulle strisce blu
TERAMO. La vertenza Tercoop torna in consiglio comunale. I 28 lavoratori della cooperativa che gestisce i parcheggi a pagamento in centro ieri pomeriggio si sono presentati nella sala convegni del parco della scienza, dov'era in corso la seduta dedicata alle interrogazioni, per riportare l'attenzione sulla precarietà delle loro condizioni di lavoro.
Hanno riassunto i punti della controversia con l'amministrazione sul servizio di cui si occupano ormai da dieci anni in un documento indirizzato al sindaco Maurizio Brucchi, alla giunta e a tutti i consiglieri in cui suggeriscono una soluzione al rischio di perdere l'affidamento. A causa dei 200mila euro di debito nei confronti dell'ente per il mancato versamento della quota per l'occupazione del suolo pubblico negli ultimi due anni, infatti, la cooperativa sociale non potrebbe partecipare alla gara d'appalto per il riaffidamento delle "strisce blu". Il passivo, però, sarebbe scaturito da proroghe nella gestione del servizio, scaduto nel 2012, che di fatto hanno obbligato la Tercoop a fornire le prestazioni senza poter trattare con l'ente la revisione dei propri introiti ma, al contrario, subendo perdite negli incassi per il taglio ripetuto dei posti auto assegnati al suo controllo.
Per questo il presidente Leo Iachini e i 28 operatori chiedono la possibilità di rateizzare il debito evitando la presentazione di una fideiussione bancaria a garanzia dell'operazione in modo da essere legittimati a partecipare all'appalto. Questa possibilità è stata inizialmente esclusa dagli uffici e dunque ieri la Tercoop l'ha riproposta durante il consiglio con il sostegno di Gianguido D'Alberto (Pd) e Paola Cardelli. Secondo loro, infatti, l'obbligo di porre una garanzia alla rateizzazione sarebbe riferito alla Iuc e non alla tassa di occupazione del suolo pubblico. Per il sindaco Maurizio Brucchi serve comunque una forma di tutela riferita al recupero della somma che, in caso d'inadempienze, dovrebbe sborsare lui stesso come risarcimento del danno erariale causato all'ente. La questione, dunque, sarà chiarita all'inizio della prossima settimana con un'ulteriore verifica tecnica sulle possibili garanzie del credito da rateizzare.
I toni del confronto tra Brucchi e D'Alberto sono diventati più aspri sulla vendita della quota della farmacia comunale di proprietà dell'amministrazione. Secondo il capogruppo del Pd la delibera di giunta che avvia la cessione è illegittima. «Non sappiamo quale sia la motivazione di questa scelta maturata appena tre anni dopo l'apertura della farmacia», ha evidenziato D'Alberto, «e comunque andava discussa in consiglio». Brucchi ha fatto notare che la vendita è stata dettata da nuove norme nazionali che limitano la partecipazione dei Comuni in società miste e che l'operazione era prefigurata nel documento unico di programmazione approvato in aula prima di Natale. «Il merito dell'apertura della farmacia a Colleatterrato è mio, della giunta e della maggioranza», ha scandito, «e il servizio resterà lì anche dopo la vendita della nostra quota». D'Alberto, però, ha rintuzzato l'attacco ricordando che l'amministrazione all'inizio voleva collocare il servizio a Villa Pavone e solo la pressione dell'opposizione l'ha indotta a cambiare idea.
Gennaro Della Monica
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