In duecento al test per Veterinaria nell’era del Covid

2 Settembre 2020

Mascherine, misurazione della febbre e distanziamento Sogni e speranze dei candidati in corsa per 65 posti

TERAMO. Mascherina in volto, entrata e uscita in fila indiana con distanziamento e assoluto rispetto della normativa per il test di ammissione in modalità Covid-19 al corso di laurea magistrale in medicina veterinaria che si è svolto ieri mattina nella blindatissima facoltà di giurisprudenza dell’ateneo teramano.
I circa duecento candidati che hanno partecipato sono tutti abruzzesi perché quest’anno il test non si è svolto nell’ateneo indicato dal candidato, ma nell’università più vicina al proprio indirizzo di residenza. Una misura, questa, pensata per evitare gli spostamenti tra le regioni. Per questo i partecipanti alla selezione potranno non tutti iscriversi a Teramo e altri che hanno fatto la prova in altre regioni di appartenenza potranno venire nell’ateneo teramano sulla base di uno “smistamento” che tiene conto di preferenza della sede e punteggio. I posti disponibili nella facoltà teramana sono 65, dieci in più dello scorso anno, compresi gli studenti extracomunitari. Lo svolgimento della prova è avvenuto senza intoppi. I candidati sono arrivati alle 8 e sono confluiti nell’unico cancello aperto presidiato dai volontari della Cives di Teramo per essere poi distribuiti, grazie al personale della facoltà, in tre ingressi e in cinque aule. A tutti è stata misurata la temperatura corporea e hanno consegnato un’autocertificazione.I genitori sono rimasti ad attenderli al di fuori dell'area della facoltà. «Un’organizzazione impeccabile» hanno riferito all’uscita. «Tutto ha funzionato alla perfezione grazie alla sinergia tra il personale e i volontari», ha detto Fulvio Marsilio, presidente della commissione. La prova è iniziata a mezzogiorno. Cento minuti di ansia e concentrazione, ma anche di speranze per i sessanta test che a detta dei candidati «sono stati più specifici rispetto agli anni scorsi». «Il quiz di per sé non è impossibile», è il parere di Giorgia Gallucci dell’Aquila, « sono i posti disponibili a essere pochi». Il numero limitato di posti è stato contestato da vari candidati. «Si può dimostrare quello che si vale durante il percorso di studi», ha protestato Antonio Quaranta di Mosciano, iscritto a Tutela e benessere animale, «è il terzo tentativo che faccio, per due anni sono rientrato in graduatoria, ma non nei posti disponibili e non mi arrendo». Tanti candidati sono già iscritti in facoltà analoghe a veterinaria e non è la prima volta che provano il test. «Il 27 luglio scorso mi sono laureato nella triennale in Tutela e benessere animale che era il mio piano B, ma sono qui perché veterinaria dà più sbocchi», ha aggiunto Angelo Beccia dell’Aquila. Molti aspiranti domani parteciperanno al test di medicina e chirurgia che si svolgerà per province anche nell’ateneo teramano. «Mi aspettavo meno difficoltà, ma sono contento perché è stato un allenamento per l’altro test» ha dichiarato Domenico Suglia di Montesilvano. Come lui anche Valerio Di Timoteo di Teramo che vorrebbe provare anche biologia e Laura Langella di Alba Adriatica che terminata la prova subito si è messa a studiare. La notte prima dei test è stata piena di pensieri. «Ho sognato il mio futuro» ha raccontato Andrea Scuteri di Campli. «Pensavo che le limitazioni Covid potessero aumentarmi l’ansia», ha detto Federica Pettinelli di Chieti. C’è chi si è affidato a dei porta fortuna. «Usignolo, il mio cavallo è il mio amuleto che mi ha aiutato a gestire la tensione», ha confidato Michela De Rosa di Chieti. La caparbietà nel non arrendersi è una caratteristica di molti ragazzi come Andrea Carducci dell’Aquila e Luca Cichella di Silvi che continueranno a insistere a perseguire il proprio sogno di diventare medico o veterinario. Anche quando i sogni per un po’ sono stati riposti nel cassetto come per Matteo Miocchi dell’Aquila che a 28 anni e con un lavoro da muratore ha deciso di rimettersi a studiare. «Non mi piace il mio lavoro», ha detto, «ed è per questo che vorrei essere felice diventando veterinario. I sogni rimangono sempre dentro di noi e vengono fuori quando meno ce lo aspettiamo».
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