In mille all’open day alla Molinari Genitori e alunni affollano le aule

21 Novembre 2016

«La struttura ci piace, siamo un po’ più tranquilli». Brucchi: grande emozione, è stato un miracolo Oggi ripartono le lezioni per 835 ragazzi delle scuole Savini e San Giuseppe dichiarate inagibili

TERAMO. “Bentornati” c’è scritto a caratteri variopinti nel cartello appeso sullo stipite. E’ il messaggio delle maestre che oggi accoglierà gli alunni al rientro in classe. La “Molinari” è pronta a diventare la “nuova” scuola di 835 ragazzi che tre settimane fa, a causa del sisma, sono stati costretti a lasciare la media “Savini” e l’elementare “San Giuseppe”. Per mostrare a loro e ai genitori gli spazi allestiti nella struttura di piazza Aldo Moro, il sindaco Maurizio Brucchi e la dirigente d’istituto Adriana Sigismondi hanno spalancato le porte delle aule. Un “open day” al quale si sono presentati in mille tra adulti e bambini e che ha segnato l’inizio di una nuova era per studenti e insegnanti che il terremoto del 30 ottobre ha buttato fuori dal centro storico costringendoli a tre settimane di vacanze forzate.

A solennizzare il prologo alla riapertura della scuola fissata per oggi sono stati l’inno nazionale cantato dagli studenti e il taglio del nastro da parte del primo cittadino e della dirigente dell’istituto. Poi il fiume di persone ammassato lungo la scalinata d’ingresso ha dilagato all’interno dell’edificio spargendosi sui quattro piani. Il seminterrato, il primo e il secondo saranno destinati ai ragazzi della media, mentre il pianterreno verrà riservato agli alunni dell’elementare. «La struttura è ben messa», rileva Luciano Di Giuliantonio, uno dei tanti genitori in giro per i corridoi, «ci dà maggiore affidabilità per quello che è possibile in questa situazione». Mamme e papà tirano un sospiro di sollievo dopo giorni d’incertezza e preoccupazione. «E’ buono il fatto che sia stata trovata una soluzione», spiegano Natasha Ruscitti e Marco Michini, «ci accontentiamo». Restano perplessità per il trasporto degli studenti, ma dai commenti dei genitori presenti all’iniziativa affiorano appena. «E’ un edificio bellissimo, mi piace», osserva Mina Murati, «è molto spazioso, qui i ragazzi staranno bene». Le opinioni sui nuovi spazi sono concordi. «Ci hanno fatto un’ottima impressione», evidenziano Rossano De Luca e Cinzia Bufo, «ora speriamo bene». Anche Sara D’Alessio, Pasqualino Cavi e Raffaella Paolone confermano il giudizio positivo. «Siamo un po’ più tranquilli», affermano, «questa è una struttura migliore rispetto a quelle dove i ragazzi stavano prima». Degli edifici abbandonati in centro resta la storia che sarà custodita alunni e docenti. «Siamo contenti», tiene a evidenziare Berenice Egidi, insegnante della “San Giuseppe”, «resterà la memoria della scuola in centro, ma questa struttura ha grandi potenzialità». Adriana Sigismondi cita la “Clarice” di Calvino: «Una città in rovina ma che rinasce e in cui nulla è perduto». Brucchi non nasconde l’emozione: «E’ stato un miracolo, vale più dell’apertura del Lotto zero».

©RIPRODUZIONE RISERVATA