In otto finiscono a processo per la gestione della discarica

29 Aprile 2019

Amministratori e tecnici sotto accusa per il sito Ficcadenti inserito nella procedura d’infrazione europea Tra gli imputati l’ex sindaco di Corropoli e attuale sottosegretario di giunta D’Annuntiis, Pollastrelli e Angelini

TERAMO. Sarà un processo ad accertare se ci siano state violazioni delle normative ambientali nella gestione post chiusura della discarica consortile Ficcadenti di Sant’Omero attiva fino al 2004, una di quelle per cui l’Unione Europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. Così ha disposto la Procura che con una citazione diretta a giudizio ha mandato a processo otto tra sindaci, ex sindaci (tutti nella loro veste di amministratori dell’Unione Comuni proprietario e gestore nella fase post operativa) e tecnici dello stesso ente.
I reati contestati a tutti sono di tipo ambientale e, in particolare la violazione di alcuni articoli del testo unico ambientale riguardante la gestione di rifiuti non pericolosi in violazione delle prescrizioni autorizzative, a cominciare dal percolato.
Il pm Silvia Scamurra, titolare del fascicolo, ha mandato a processo (prima udienza il 16 ottobre) Umberto D’Annuntiis, ex sindaco di Corropoli e attuale sottosegretario alla presidenza della giunta regionale (all’epoca dei fatti contestati componente della giunta dell’Unione Comuni con delega all’ambiente); Leandro Pollastrelli, attuale sindaco di Colonnella presidente pro tempore dell’Unione Comuni dall’agosto del 2014 al luglio del 2016); Rando Angelini, attuale sindaco di Sant’Egidio e presidente pro tempore dell’Unione Comuni dal 2016 ad oggi; Alessia Lupi, responsabile pro tempore del settore lavori pubblici e ambiente dell’Unione Comuni; Angelantonio Cretone, responsabile pro tempore del settore lavori pubblici e ambiente dell’Unione Comuni; Dalila Pulcini, responsabile pro tempore del settore lavori pubblici e ambiente dell’Unione Comuni. A processo vanno anche Giovanni Antelli, presidente del consiglio di amministrazione e legale rappresentante della Poliservice e Gabriele Ceci, procuratore speciale dal 2011 e direttore generale dal gennaio del 2017 della Poliservice, la società , si legge nel capo d’imputazione, «conferitaria dei servizi di manutenzione ordinaria e conduzione fermo impianto della discarica con specifico obbligo di assicurare il corretto smaltimento del percolato». I fatti contestati dalla Procura vanno dal 2015 al 2017. Secondo l’accusa della Procura, tutta da dimostrare nel corso del processo, ci sarebbe stata una gestione della discarica «in violazione delle prescrizioni autorizzative del servizio gestione rifiuti della Regione Abruzzo finalizzate alla realizzazione di prescritti adeguamenti strutturali, di funzionamento, controllo e sorveglianza post operativa ed alla successiva chiusura dell’impianto». Per la Procura, in particolare, gli interventi di adeguamento della discarica autorizzati sarebbero stati realizzati solo parzialmente «e comunque a distanza di molti anni dall’approvazione del piano». Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Gennaro Lettieri, Massimo Consorti, Gabriele Rapali, Guglielmo Marconi e Tonino Cellini.
Intanto sono in dirittura d’arrivo i lavori necessari per la chiusura definitiva della discarica. La consegna della discarica bonificata doveva avvenire entro febbraio ma alcuni problemi legati ai lavori hanno ritardato il termine ultimo per la conclusione degli interventi di risanamento slittato a maggio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA