In tre davanti al giudice penale per la combine Savona-Teramo

12 Aprile 2021

A giugno l’udienza preliminare a Rimini per l’ex patron Campitelli, l’ex ds Di Giuseppe e Di Nicola Dopo sei anni dalla revoca della serie B e varie squalifiche il gip deciderà se ci sarà un processo

TERAMO. La cronaca è già storia. Perché la giustizia sportiva da tempo ha emesso i suoi verdetti con la revoca della promozione in serie B del Teramo calcio e varie squalifiche personali.
Ma la giustizia penale in Italia è un treno in perenne ritardo e così a sei anni dalla presunta combine di Savona-Teramo, filone abruzzese dell’inchiesta Dirty Soccer partita da Catanzaro ma ben presto estesa a gran parte dell’Italia per raccontare un’altra pagina nera del calcio scommesse, l’inchiesta approda davanti al giudice. È stata fissata per il 24 giugno l’udienza preliminare davanti al gip del tribunale di Rimini per Marcello Di Giuseppe, ex direttore sportivo del Teramo calcio, ed Ercole Di Nicola, ex direttore sportivo dell’Aquila calcio. Con loro, per il filone teramano, anche l’ex presidente del Teramo calcio Luciano Campitelli. L’accusa è di concorso in frode sportiva.
Sarà dunque il giudice del tribunale di Rimini a stabilire se i tre debbano essere processati o se per loro ci sarà il non luogo a procedere. Il caso è arrivato a Rimini dopo che l’anno scorso così ha deciso il gip di Savona, accogliendo l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dalla difesa di Di Giuseppe e Di Nicola (per entrambi l’avvocato Libera D’Amelio).
Un provvedimento, quello adottato dal gip di Savona, che nei fatti ha seguito quello già adottato dal collega di Catanzaro che all’epoca ha ritenuto di accogliere l’eccezione presentata dalle varie difese degli imputati dell’inchiesta madre e riguardante il reato più grave contestato, ovvero l’associazione per delinquere (in questo caso ipotizzata solo nei confronti di Di Nicola), di competenza del tribunale di Rimini. Va detto che già in qualche altra occasione lo stralcio sulla presunta combine di Savona-Teramo, sempre in accoglimento di un’eccezione della difesa, era già passato a Savona. Da qui l’ulteriore spostamento in un altro tribunale. L'operazione Dirty Soccer era scattata nel maggio del 2015 e aveva portato all'arresto di 50 persone e a 70 indagati. Per la Dda di Catanzaro sarebbe stata organizzata una serie di combine di partite di calcio dei campionati di Lega Pro e serie D nella stagione 2014-15. Dell'organizzazione avrebbero fatto parte giocatori, allenatori e direttori sportivi che, sempre secondo l’accusa, avrebbero alterato i risultati di alcuni match con lo scopo di realizzare vincite attraverso il sistema delle scommesse. Secondo la ricostruzione fatta all’epoca dagli investigatori, sarebbe stato di 30mila euro il prezzo della presunta combine organizzata per truccare la partita di calcio Savona-Teramo disputata nel maggio del 2015 nell'ambito del campionato di Lega Pro, che aveva permesso al Teramo calcio di ottenere la promozione in serie B con una giornata di anticipo. Accuse che, nel corso degli anni, sono state sempre respinte dagli indagati.
Al di là delle eventuali responsabilità penali che dovranno essere accertate dall’autorità giudiziaria, a raccontare per sempre quei giorni resterà l’amarezza di tanti tifosi teramani rimasti senza il sogno della serie B.
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