In vendita palazzo Cilli e l’agriturismo

19 Aprile 2018

Il Comune di Nereto vuole fare cassa. Lo storico edificio (mai recuperato) è costato 300mila euro

NERETO. Palazzo Cilli e l’agriturismo comunale sono zavorre che il Comune di Nereto, bisognoso di fare cassa, vuole vendere. Si tratta di due immobili ricadenti il primo all’ingresso del centro storico, ed oggetto in passato di mille polemiche perché non economico per l’ente locale, che ne decise l’acquisto dal privato tre consigliature fa; e il secondo fuori Nereto, in contrada San Savino, arroccato in collina, che per architettura e fruibilità è davvero inutile.
Il Comune è proprietario, fra edifici, terreni e frustoli, di dodici beni. Alienabili ne sono quattro (due porzioni di terreno e i due immobili). Il paradosso di palazzo Cilli (edificio di fine Ottocento) è visibile. Un rudere che non gode di tutela architettonica e che oggi cade a pezzi per cui – qui sta il paradosso – il Comune, che solitamente impone con ordinanza ai privati di mettere in sicurezza le costruzioni non lo ha fatto a se stesso, limitandosi a transennare il perimetro del fatiscente immobile a mattoncini. Lo stato di incuria e di pericolo ha radici lontane tanto che le transenne ed i puntelli stazionano lì da un bel pezzo, prima ancora dell’avvento dell’amministrazione Di Flavio. Un po’ di storia non guasta. Per acquistare palazzo Cilli, il costo di trecentomila euro venne finanziato in due annualità. La Fondazione Tercas stanziò i fondi per il recupero dello storico edificio, acquisito al patrimonio immobiliare del Comune. Per rimetterlo in piedi ne sarebbero serviti altrettanto. Doveva diventare un polo culturale d’eccellenza, dove allocare anche quel museo della radio che ancora non riesce a vedere la luce.
Quanto all’agriturismo di San Savino, questo venne finanziato a fondo perduto agli inizi degli anni Novanta. Una costruzione geometricamente mal ripartita che nessuno vuole, tantomeno il Comune che potrebbe alienarlo. (adp)
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