Incarico dato dopo la pensione assolti Valente e Di Liberatore

Strada Teramo-Vibrata, i due dirigenti della Provincia erano finiti a processo per abuso d’ufficio ma per il tribunale il fatto non costituisce reato. Anche il pm ha chiesto di non condannarli
TERAMO. L’accusa di peculato era già caduta in udienza preliminare e ieri, al termine del processo, l’attuale dirigente della Provincia Leo Di Liberatore e l’ex dirigente Agreppino Valente sono stati assolti anche da quella di abuso d’ufficio perchè il fatto non costituisce reato.
Lo stesso pm Davide Rosati nella sua requisitoria ha chiesto l’assoluzione per entrambi i dirigenti.
Secondo le accuse, all’indomani del pensionamento, per un periodo compreso tra luglio 2011 e maggio 2012, Valente ricevette da Liberatore, che momentaneamente lo sostituiva nello stesso ruolo, l’incarico di responsabile della sicurezza dei lavoratori nel cantiere del secondo lotto della strada a scorrimento veloce Teramo-Val Vibrata, un compito che Valente già svolgeva da dirigente della Provincia. Affidare l’incarico a qualcun altro con la normale procedura – così aveva sostenuto la difesa nell’udienza preliminare davanti al gup Domenico Canosa – avrebbe comportato l’emanazione di un avviso pubblico con dei tempi molto lunghi e nel frattempo i lavori si sarebbero dovuti fermare. Tutto ciò avrebbe causato alla Provincia un notevole danno economico in quanto avrebbe dovuto pagare una penale molto forte all’impresa che si era aggiudicata l’appalto. Una motivazione in parte accolta dal giudice delle udienze preliminari, visto che il gup aveva prosciolto entrambi dall’accusa di peculato. Ma, secondo l’accusa impotizzata dalla procura che aveva chiesto il rinvio a giudizio al termine delle indagini preliminari, c’è una norma che impedisce a un dipendente della pubblica amministrazione che va in pensione di ricevere un incarico retribuito dallo stesso ente: di qui il rinvio a giudizio per abuso d’ufficio e, quindi, il processo per entrambi. Che ieri sono stati assolti dal tribunale in composizione collegiale (presidente Roberto Veneziano, a latere Sergio Umbriano) al termine di un dibattimento iniziato il 5 maggio e nel corso del quale sono stati ascoltati numerosi testi sia della pubblica accusa sia della difesa. Nell’udienza di ieri sono stati ascoltati alcuni tecnici della Provincia che hanno sottolineato come la procedura seguita abbia evitato il blocco dei lavori con conseguenze dannose per l’ente pubblico, soprattutto in termini di pagamento di una penale.
Valente, era assistito dall’avvocato Tommaso Navarra, mentre Di Liberatore dall’avvocato Pietro Referza.(d.p.)
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