Inchiesta rifiuti: si cerca anche nelle memorie dei pc

29 Ottobre 2014

TERAMO. Non solo una consulenza sugli atti, ma anche una sui supporti informatici (pc e altro) sequestrati nel corso delle perquisizioni sia nei municipi sia nelle abitazioni degli indagati: prosegue...

TERAMO. Non solo una consulenza sugli atti, ma anche una sui supporti informatici (pc e altro) sequestrati nel corso delle perquisizioni sia nei municipi sia nelle abitazioni degli indagati: prosegue su un doppio binario l’inchiesta della procura sugli appalti per la gestione dei rifiuti nei comuni di Giulianova, Roseto, Silvi e Mosciano (e non Bellante come erroneamente scritto nell’articolo di ieri).

L’obiettivo dei pm Luca Sciarretta e Andrea De Feis è quello di fare luce su presunte violazioni della concorrenza nel regime degli appalti, degli affidamenti diretti e dei rinnovi dei contratti nel settore rifiuti, sulle procedure seguite per affidare appalti milionari alla ditta Diodoro Ecologia.

I magistrati per ora contestano la turbata libertà degli incanti e l’abuso d’ufficio: i 12 indagati sono dirigenti dei Comuni, imprenditori, amministratori ed ex. Tra questi l’ex sindaco di Mosciano Orazio Di Marcello, l’ex vice sindaco di Silvi Enrico Marini e il sindaco di Roseto Enio Pavone. Scrivono i magistrati nella premessa del decreto di perquisizione: «Emergono gravi indizi in ordine a gravi delitti che sarebbero stati commessi in occasione di procedimenti amministrativi gestiti e definiti in seno alle amministrazioni comunali di Silvi, Roseto, Giulianova e Mosciano, e aventi ad oggetto gare di appalto indette dai predetti enti locali per l’affidamento dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani prodotti in quei territori. In particolare sembrerebbero emergere plurime condotte fraudolente poste in essere da organi di vertice e da dirigenti amministrativi dei suddetti enti locali al fine di favorire l’impresa Diodoro Ecologia srl nell’aggiudicazione delle relative gare d’appalto». (d.p.)

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