Inchiesta scuole, atti in mano ai tecnici

La Procura nomina dei consulenti per esaminare tutta la documentazione acquisita sui 32 edifici teramani
TERAMO. E’ con una consulenza tecnica che la Procura dà una prima direzione all’inchiesta su scuole e sisma. Da qualche giorno la mole di documenti che in queste settimane è stata acquisita è all’esame di tecnici nominati dai pm del pool di magistrati coordinati dal procuratore Antonio Guerriero.
Con un obiettivo: accertare che tutte le normative siano state rispettate, a cominciare proprio dalla presenza di quel documento di valutazione dei rischi, in cui è previsto quello sismico, che deve fotografare la realtà dei vari istituti scolastici alla luce delle tante nome previste.
Come quelle introdotte dopo il terremoto in Puglia e Molise del 2002, quello della tragedia della scuola di San Giuliano: dopo quei fatti è stata emanata l'ordinanza del presidente del consiglio dei ministri del 20 marzo 2003 che riclassifica l’intero territorio nazionale in quattro zone a diversa pericolosità, eliminando le zone non classificate e introduce l’obbligo per gli enti proprietari di procedere alla verifica sismica degli edifici strategici e di quelli rilevanti per finalità di protezione civile. Tra questi ultimi ci sono le scuole. L’obiettivo dell’inchiesta è anche accertare in che modo siano stati usati i fondi post sisma stanziati per mettere a norma le scuole dopo il terremoto dell’Aquila. Perchè è proprio l’utilizzo di questi fondi a delineare il contesto in cui si muovono i pm a caccia di conferme: quei soldi arrivati da Governo e Regione nel 2014 sono stati utilizzati per l’adeguamento antisismico, così come previsto, o per finanziare altri tipi di interventi? E’ questo il filo che lega l’inchiesta avviata dalla Procura teramana sui 32 istituti scolastici, a partire dagli asili fino alle superiori. Per capire il perchè scuole destinatarie di fondi per lavori antisismici dopo le scosse del 24 agosto e del 30 ottobre si siano ritrovate con tanto di crepe e lesioni a minare la sicurezza di alunni e insegnanti.
Le ipotesi di reato contestate nel fascicolo, che per ora resta aperto contro ignoti e quindi ancora senza nessun indagato, sono quelle di omissioni d’atti d’ufficio e omissione di lavori in edifici che minacciano rovina. E in questa prima fase i sostituti procuratori del pool istituito proprio per il sisma hanno delegato a carabinieri e finanzieri l’acquisizione di contratti d’appalto, affidamenti e atti vari in tutti gli enti di competenza, a cominciare da Comuni, Provincia e Regione.Nell’Italia delle scosse continue e della tragedia della scuola di San Giuliano di Puglia c’è voluto l’esposto dei genitori a fare scattare l’’inchiesta che mette un primo punto fermo su scuole e terremoto, scuole e sicurezza.
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