Inchiesta sulla scuola antisismica: il pm chiede il processo per tutti

23 Dicembre 2021

Nel fascicolo giudiziario ci sono cinque indagati tra dirigenti del Comune, imprenditori e tecnici Contestati l’abuso d’ufficio, truffa e turbata libertà degli incanti. Il pm: ingiusti vantaggi all’impresa

TERAMO. La Procura impacchetta le accuse e chiede il processo per la scuola antisismica di Colleatterrato. Nei giorni scorsi il pm Stefano Giovagnoni, titolare del fascicolo, ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio per i cinque indagati. Ora la parola passa al giudice per le udienze preliminari che dovrà decidere per un processo o per un non luogo a procedere.
La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Remo Bernardi, dirigente dell’ area 6 Lavori pubblici e manutenzione del Comune di Teramo; per Gianni Cimini, attualmente dirigente dell’area 7 Ricostruzione, pianificazione sostenibile e rigenerazione della città del Comune e all’epoca dei fatti (e in questa veste indagato) responsabile unico del procedimento riguardante l’appalto per l’affidamento dei lavori della scuola; per gli imprenditori Ennio Abbatescianni, nella sua veste di legale rappresentante di “Linea Informatica srl” e Remo Di Carlo, legale rappresentante di “Sife Srl”, le due società che all’epoca hanno costituito l’Ati, l’associazione temporanea di imprese, per l’appalto della scuola, e per l’architetto Stefano Mariotti nella sua veste di direttore dei lavori.
Le accuse ipotizzate sono l’abuso d’ufficio, la turbata libertà degli incanti e la truffa. Il pm Giovagnoni contesta l’abuso d’ufficio ai dirigenti del Comune e agli imprenditori. A questi ultimi due, inoltre, contesta anche i reati di turbata libertà degli incanti e truffa. Reato, solo quest’ultimo, che viene contestato a Mariotti. Per questa ipotesi di reato nell’avviso di conclusione delle indagini si fa riferimento a voci di spesa di 25mila euro (per l’accusa non dovute) che, secondo la Procura, sarebbero state inserite nel computo metrico inducendo la stazione appaltante (cioè il Comune) al pagamento nei confronti dell’Ati. Secondo la Procura Mariotti, proprio nella sua qualità di direttore dei lavori avrebbe omesso, così si ricostruisce nell’avviso di conclusione, di fare il controllo tecnico, contabile e amministrativo.
Per la Procura all’associazione di imprese sarebbe stato procurato un vantaggio patrimoniale consistito nell’affidamento diretto senza gara pubblica di lavori per un importo di circa 450mila euro. Lavori che vengono dettagliatamente elencati nell’avviso di conclusione e che, sempre secondo l’accusa, avrebbero seguito l’iter dell’affidamento diretto ma, sostiene sempre la Procura, senza averne i requisiti.
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