Incidente mortale tra moto a Martinsicuro Non è stato Cervellini a provocare lo schianto

20 Giugno 2021

A provocare lo schianto mortale tra una moto e uno scooter a Martinsicuro, che l’11 giugno scorso ha spezzato la vita del 38enne Giovanni Maria Cervellini (in foto) e del 27enne Chebbi Rabya, non...

A provocare lo schianto mortale tra una moto e uno scooter a Martinsicuro, che l’11 giugno scorso ha spezzato la vita del 38enne Giovanni Maria Cervellini (in foto) e del 27enne Chebbi Rabya, non sarebbe stata l’invasione della carreggiata opposta da parte della moto impegnata in un sorpasso, come emerso nei primi attimi dopo lo schianto, bensì sarebbe stato lo scooter a effettuare la manovra azzardata. Lo scrive l’avvocato Tiziano Rossoli, che rappresenta la famiglia di Cervellini che guidava la moto: «Sebbene gli accertamenti siano ancora in corso da parte dell’autorità, appare pacifica la circostanza secondo la quale il Cervellini percorreva via Roma con direzione di marcia nord-sud, mentre il motociclo antagonista che percorreva via Roma in senso di marcia sud - nord invadeva la opposta corsia con un doppio sorpasso, procurando la collisione tra i veicoli».
Il violentissimo schianto tra i due mezzi, avvenuto proprio di fronte la caserma dei carabinieri, ha provocato anche un incendio, con le fiamme che hanno divorato lo scooter. Vani i tentativi dei soccorritori di salvare i due centauri, entrambi residenti a Martinsicuro e molto conosciuti. Partecipati i funerali di Cervellini nella chiesa del Sacro Cuore di Martinsicuro, mentre la salma di Rabya è stata trasportata in Tunisia, suo paese di origine, per il rito funebre e la sepoltura.