Incontro al ministero per bloccare il deposito di gas

4 Marzo 2019

MARTINSICURO. «Vogliamo che il pozzo venga cementato, tombato e che venga bloccata ogni possibilità di riconversione in stoccaggio del giacimento sotto San Benedetto del Tronto. Per spiegare le...

MARTINSICURO. «Vogliamo che il pozzo venga cementato, tombato e che venga bloccata ogni possibilità di riconversione in stoccaggio del giacimento sotto San Benedetto del Tronto. Per spiegare le nostre ragioni abbiamo chiesto un incontro con il ministro dell’ambiente Sergio Costa». E’ quanto sostengono gli amministratori di Martinsicuro e di San Benedetto sul deposito di stoccaggio che secondo il piano di Gas Plus, si dovrebbe realizzare nel comune piceno, ma a ridosso del confine con Martinsicuro e Colonnella. Il progetto si sarebbe dovuto concretizzare entro giugno 2019, quindi non ci sono più i tempi tecnici. A meno di una proroga del ministero. E l’incontro ha l’obiettivo di scongiurare questa possibilità.
«Auspichiamo», commenta l’assessore truentino Marco Cappellacci, presente alla conferenza stampa congiunta con il sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti e l’assessore all’ambiente Andrea Traini, «che si possa mettere la parola fine alla vicenda, e che la sensibilità dimostrata dal ministro Costa su tali tematiche si possa confermare anche su un problema come questo, aggravato dai pericoli sismici che accomunano le nostre due regioni. Noi dell’amministrazione di Martinsicuro seguiremo con attenzione gli sviluppi della questione. Non possiamo accettare questo progetto in una zona dove può presentare dei grandi rischi, che il terremoto del 2016 ha accentuato. Altro rilievo molto importante è che diverse cittadine della zona sono a forte vocazione turistica e un insediamento del genere porterebbe un grosso danno di immagine e una forte diminuzione delle presenze. Stiamo raggiungendo lo scopo, ci siamo sempre trovati in simbiosi con il Comune di San Benedetto e le associazioni ambientaliste per contrastare lo stoccaggio. Speriamo che questa vicenda finisca ma siamo anche pronti a continuare la battaglia».
Sandro Di Stanislao
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