Incontro sulla produzione di liqurizia
ATRI. La storia della liquirizia ad Atri. Domani alle 18.30 nel teatro del Caffè 900 di piazza Duomo si svolgerà l’ultimo appuntamento del “Cafè Scientifique” organizzato dalla Riserva naturale dei...
ATRI. La storia della liquirizia ad Atri. Domani alle 18.30 nel teatro del Caffè 900 di piazza Duomo si svolgerà l’ultimo appuntamento del “Cafè Scientifique” organizzato dalla Riserva naturale dei calanchi. Sarà proprio il suo presidente Adriano De Ascentiis a chiudere il ciclo di incontri, illustrando i primi documenti sulla storia della radice dolce in Abruzzo che risalgono al 1433 per il territorio di Atri, in provincia di Teramo, dove esistevano già all’epoca toponimi che richiamavano la presenza della pianta come ad esempio contrada Regolizie. Da allora le attività legate a questa pianta e al suo utilizzo hanno subito una veloce ascesa tanto che, l’Abruzzo, già nell’800 si affermava nel panorama dolciario italiano come una delle regioni più attive nella produzione di liquirizia, richiamando molti forestieri soprattutto calabresi.
Una delle maggiori realtà legate alla trasformazione della radice rimane ancora oggi ad Atri, la ditta Menozzi De Rosa. Ad arricchire la serata ci saranno delle interessanti novità con letture di Alberto Anello su pezzi tratti dalla storia della liquirizia atriana all’epoca del secondo conflitto mondiale ed Ezio Centini, il cioccolatiere abruzzese che ci delizierà in uno speciale connubio sulla liquirizia e cioccolato. L’assessore alla cultura del Comune di Atri Domenico Felicione annuncerà l’intenzione di realizzare un museo interamente dedicato alla liquirizia per dare lustro a questa tipicità locale, dalla radice alle tradizioni storiche e antropologiche sino ai più curiosi utensili e antiche tecniche di lavorazione. «Una tradizione quella della liquirizia», afferma Felicione, «che ha connotato da tempo il territorio e che ad oggi s’intende valorizzare nella nostra città».
Domenico Forcella

