Incubo in Gambia, la Italfish resta sola

Solo se gli armatori di Martinsicuro pagheranno una forte somma verrà scarcerato il comandante De Simone
MARTINSICURO. Ancora un giorno senza notizie dal Gambia per il capitano della Idra Q. Sandro De Simone, di Silvi, da tredici giorni recluso nel carcere della capitale Banjul. Anche la giornata di ieri si è rivelata priva di sviluppi positivi sulla vicenda del sequestro del peschereccio di Martinsicuro e dell’arresto del capitano della nave, accusato di aver pescato con reti più strette di 2 millimetri rispetto alla normativa locale.
Gli sviluppi, a dire il vero, sembrano negativi. Dopo tre giorni di dialoghi serrati – e a quanto pare infruttuosi – con le autorità governative gambiane e con il giudice che sarà chiamato, ma a quanto pare non prima di lunedì, a tenere l’udienza per la revisione dell’arresto, il vice ambasciatore italiano in Senegal, Domenico Fornara, competente sul Gambia, sarebbe prossimo a riprendere la via di Dakar e a lasciare così Banjul. La diplomazia insomma fa un passo indietro – non è un caso che dalla Farnesina, ormai da giorni, non arrivino notizie né dichiarazioni – e la patata bollente sembra passare tutta nelle mani della società armatrice, la Italfish di Martinsicuro. Insomma il futuro di De Simone – che è recluso in condizioni estreme, in celle sovraffollate e senza letti, tra delinquenti comuni – sembra dipendere solo dalla società armatrice della nave, che con i suoi avvocati sta cercando di risolvere una situazione spinosa. È evidente come tutto ruoti intorno al pagamento di una forte somma – che al momento non è stata resa nota – per il dissequestro della nave. Se Italfish paga, appare pacifico che il Gambia liberi anche De Simone. Per lui le autorità locali non hanno neanche voluto sentir parlare di cauzione. È chiaro che tenerlo in carcere è un formidabile strumento di pressione sugli armatori.
Intanto il direttore di macchina della Idra Q. Massimo Liberati di San Benedetto, rilasciato lunedì scorso su cauzione, è alloggiato in un albergo della capitale gambiana. Una libertà vigilata in quanto Liberati deve presentarsi ogni giorno alle autorità per la firma ed è senza passaporto. Il passaporto è stato ritirato anche a tutti i membri dell’equipaggio che si trovano bloccati sull’imbarcazione, ormeggiata nel porto della capitale. I giorni passano e aumenta la preoccupazione non solo della famiglia di De Simone ma anche di quelle di Liberati e del nostromo Vincenzino Mora di Martinsicuro, che è a bordo e ogni tanto riesce a mettersi in contatto via telefono con il figlio Domenico.
Sandro Di Stanislao
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