Indagato e con i conti bloccati ma il Comune gli deve 2.400 euro

L’ex cartolibraio Guercioni accusato di non aver versato all’ente prima 40mila e poi 6mila euro rivela il credito che gli è stato riconosciuto dal giudice di pace con tanto di decreto ingiuntivo
TORTORETO. Da debitore (presunto) del Comune di Tortoreto a creditore (certo) dello stesso ente, perché così ha deciso il giudice di pace di Teramo che lo scorso 31 ottobre ha firmato il decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo a favore di Emiliano Guercioni, l’ex cartolibraio finito sotto inchiesta penale, insieme ad un ex collega della città, per il presunto ammanco economico al Comune di Tortoreto a causa dei buoni pasto dati da vendere ai privati e i cui proventi non sarebbero stati versati da questi all’ente. Il giudice non togato, alla richiesta di emissione del provvedimento speciale civile da parte del legale di Guercioni, ha disposto che l’ente debba versargli 2.400 euro più le spese quale residuo per differenza fra i rimborsi per la vendita dei libri delle scuole dell’obbligo ed i buoni pasto stessi.
Insomma, se penalmente resta incardinato davanti al gup il procedimento per i presunti mancati versamenti, al momento il Comune di Tortoreto deve versare la somma a Guercioni. L’incubo per l’ex negoziante non è ancora concluso ma la giustizia un passo l’ha fatto, riconoscendogli un credito. L’ex commerciante di libri, che intanto ha cambiato lavoro, confida nel buon esito della vicenda penale prima di concentrarsi sulle prossime mosse da fare. «Il 13 luglio scorso ho avuto il conto postale bloccato senza che vi fosse alcun provvedimento in tal senso, per cui non potevo nemmeno ritirare la mia pensione di invalidità», spiega Guercioni, «per un mese sono rimasto con 1,48 euro ed è solo grazie a chi mi ha aiutato che sono riuscito a superare il momento di crisi. A questo blocco è seguito il sequestro della cantina di casa per il principio del sequestro per equivalente».
Infatti, stando ai conti del Comune (poi rivisti), Guercioni avrebbe dovuto versare circa 40mila euro quale differenza di compensazione tra i buoni pasto e l’incasso delle cedole di commissione libraria perché a Tortoreto, a quanto sembra, è consuetudine compensare l’incasso dei buoni mensa con il costo dei libri per le scuole elementari. Si era in seguito scoperto, con il ricalcolo delle fatture, che dei 40mila euro inizialmente contestati Guercioni dovesse appena 12mila euro, poi ridotti a 6mila in forza di una sentenza del giudice del Riesame. Guercioni, è stato poi accertato, il denaro lo aveva regolarmente versato dal 2012 al 2014 ma il Comune gli aveva indicato un Iban sempre intestato all’ente ma che finiva su un altro capitolo, quello relativo alla Tia. Giallo poi risolto dalla Ragioneria ed alla fine anche i 6mila euro che restavano dovevano essere compensati. Bastava risolvere la questione con una transazione, come era stato previsto fra Comune e privato, per mettere la parola fine alla vicenda: ma a questa firma non si è mai arrivati.
Nel frattempo la denuncia fatta dal sindaco di Tortoreto Domenico Piccioni per l’ammanco di circa 160mila euro complessivi (114mila non li avrebbe versato l’altro rivenditore nel periodo 2013-2017) aveva messo ormai in moto la macchina della giustizia che ha portato il pm Laura Colica a chiedere il rinvio a giudizio per i due commercianti con l’accusa di peculato. Per cui ora il gup del tribunale di Teramo dovrà decidere se ci sarà o no il processo stabilendo, nella seconda ipotesi, il non luogo a procedere.
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