Indennità Covid al personale Asl: è scontro tra la Cgil e l’azienda

10 Marzo 2022

Il sindacato: «Ancora nessun compenso ai lavoratori per la campagna vaccinale tra maggio e agosto» La replica del manager Di Giosia: «Polemica incomprensibile, la procedura di pagamento è conclusa»

TERAMO . Botta e risposta fra Cgil e Asl sul riconoscimento economico dovuto al personale sanitario impegnato nella campagna vaccinale anti-Covid. Il segretario della Funzione pubblica del sindacato Pancrazio Cordone ha diramato una nota spiegando come i dipendenti Asl che si sono prodigati nelle vaccinazioni fra maggio e agosto 2021 siano ancora in attesa dei compensi: «Se c’è un termine che rimarrà impresso nelle menti, sia dei dipendenti del servizio sanitario nazionale che della popolazione in generale, ricordando i momenti più bui della pandemia, questo non potrà che essere “eroi”, termine con il quale abbiamo imparato a riconoscere chi ci ha garantito il diritto alla salute in qualunque condizioni e a qualsiasi prezzo. Peccato però che i cosiddetti eroi, ad oggi non hanno ancora ricevuto i compensi spettanti per l’espletamento della campagna vaccinale che si è protratta da maggio ad agosto 2021», scrive la Cgil, «campagna vaccinale svolta senza sosta che ha messo in sicurezza la nostra provincia, alla cui base c’è stato l’enorme impegno della comunità sanitaria nel suo complesso. Impegno profuso con professionalità e abnegazione ma che ad oggi non ha trovato alcun riconoscimento economico».
Dal canto suo l’azienda sanitaria replica rassicurando sull’arrivo dei pagamenti: «La liquidazione delle spettanze per il lavoro svolto dal personale in occasione della campagna vaccinale è in corso. E la Fp Cgil ne è a conoscenza, visto che si è giorni fa informata nei nostri uffici. Entro il 15 marzo i responsabili competenti delle squadre vaccinali reinvieranno alla Asl i tabulati di convalida delle timbrature del personale e quindi le spettanze relative alle prestazioni aggiuntive saranno liquidate con la busta paga di aprile». E il direttore generale Maurizio Di Giosia aggiunge: «Non comprendiamo questa presa di posizione visto che il sindacato è a conoscenza che la procedura per la liquidazione è avviata e che ormai è imminente il pagamento. Siamo ben coscienti del ruolo svolto dal nostro personale nella campagna vaccinale direi in tutta l’emergenza legata alla pandemia: il rispetto che nutriamo nei confronti del nostro personale ci induce a respingere qualsiasi strumentalizzazione del loro, decisivo, ruolo nella nostra Asl». La Cgil solleva anche una seconda questione, relativa ai contratti in scadenza al 31 marzo del personale assunto dalle Asl per far fronte proprio all’emergenza Covid. Il sindacato chiede ad Asl, Regione e Governo di mettere in campo ogni azione utile per il rinnovo dei contratti a questi dipendenti risultati decisivi nel tenere in piedi il sistema sanitario nei momenti più critici. (v.m.)
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