Indennità da 50mila euro al cda del consorzio Piomba-Fino

Gli amministratori si attribuiscono il compenso anche a titolo di rimborsi per gli anni passati Insorgono Pd e “Atri non si tocca”: delibera da ripensare. Astolfi: colpa dei sindaci di centrosinistra
ATRI. Il cda del consorzio “Piomba Fino” si attribuisce compensi per circa 50mila euro e ciò fa scoppiare polemiche a non finire. A scendere in campo è il capogruppo del Pd Atri Alfonso Prosperi che in una nota scrive: «Il cda del consorzio con determina direttoriale n. 68 del 23.12.2015, si è attribuito compensi a titolo di indennità e rimborsi per anni pregressi. A nostro avviso va convocata, urgentemente, l’assemblea consortile per esaminare la questione ed emanare i giusti indirizzi agli organi direttoriali ed amministrativi. In mancanza, i Comuni si accolleranno spese non dovute e di difficile recupero». Prosperi conclude: «Per parte nostra provvederemo, doverosamente, ad intraprendere le dovute iniziative politiche e legali. Com’è noto il Pd è favorevole al riconoscimento di una giusta indennità per chi si dedica onorevolmente all’amministrazione della cosa pubblica rifuggendo dalla facile demagogia di questi tempi, ma nei modi, nella misura e quando lo prevede la legge».
Sulla vicenda che interessa il consorzio Piomba Fino – cheprovvede allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani dei Comuni di Silvi, Pineto, Atri, Montefino, Castilenti, Castiglione Messer Raimondo, Bisenti e Arsita – scende in campo anche Il movimento civico “Atri non si tocca”. In una nota diffusa sui social network evidenzia: «Il presidente dell'assemblea del consorzio Ernesto Piccari affermò che i componenti del cda svolgevano le loro funzioni a titolo gratuito, la realtà lo ha smentito nei fatti in quanto l'assemblea (integralmente politica) composta dai sindaci dei Comuni consorziati, compreso il sindaco di Atri Gabriele Astolfi, recentemente ha deliberato che il consorzio abbia natura di azienda speciale rientrante nella categoria di “ente pubblico economico” e pertanto ha ritenuto legittimo erogare le indennità ai componenti del cda precedentemente nominati. Morale della favola: Alessandro Italiani si è visto liquidata, in qualità di presidente, la somma di euro 32.600 solo per gli anni 2014-2015, il consigliere Piergianni Cilli ( vicepresidente) la somma di 10.530 euro e la consigliera Antonella Mazzoni 9.360 euro. Meno male che era gratuito l’incarico!». Nella stessa delibera che determina la liquidazione delle indennità, viene precisato che in caso in cui intervenga una sentenza contraria al riconoscimento degli emolumenti il consorzio agirà in autotutela.
Il sindaco Astolfi, tirato in ballo, precisa che « il Piomba Fino è un consorzio di Comuni la cui maggioranza delle quote è ad appannaggio del centrosinistra e del Pd, il quale ha votato la delibera che permette dal 2014 il pagamento delle indennità sulla base di una legge fatta dal governo Renzi, quindi il Pd la smetta di fare polemiche inutili e se la prenda con i sindaci della propria parte politica». Sulla questione interviene anche il consigliere regionale del M5S, Riccardo Mercante: «A novembre ho presentato un’ interrogazione al sottosegretario Mazzocca proprio al fine di metter in luce delle criticità all’interno del consorzio».
Domenico Forcella
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